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natività

La settima edizione dei “Presepi nel borgo”. Un piccolo borgo salentino si trasforma in una grande comunità pronta ad accogliere visitatori e turisti. A Tuglie si rinnova la magia del Natale con la settima edizione dei “Presepi nel Borgo“, un percorso tra le stradine del centro alla scoperta della Natività raccontata attraverso la maestria dei presepisti salentini. Piccole grandi opere curate in ogni dettaglio.  Riprese di Francesco Afrune Montaggio di Luigi Aloisio Intervista a Marco Donadei, organizzatore “Presepi nel borgo”

Per realizzarla è stato utilizzato circa un chilometro di tessuto. Un’intera comunità unita da ago, filo e spirito natalizio. A Tuglie, nel cuore del Salento, il presepe diventa il simbolo di un progetto collettivo che ha coinvolto mamme, bambine e alunne della scuola primaria in un lavoro condiviso e paziente. È così che nasce una natività unica nel suo genere, composta da centocinquanta piastrelle lavorate all’uncinetto. Per realizzarla è stato utilizzato circa un chilometro di tessuto, intrecciato con cura dalle mani delle partecipanti dell’oratorio della parrocchia Maria Santissima Annunziata e dell’istituto comprensivo di Tuglie. Un’iniziativa che unisce generazioni, valorizza la tradizione e trasforma il paese in un esempio di partecipazione e bellezza, restituendo al Natale il suo significato più autentico: quello della comunità che costruisce insieme. di Matteo Bottazzo

La rappresentazione della natività si trova nel colonnato della Città metropolitana. Un’opera d’arte con figure in terracotta che non vuol essere una semplice esposizione, ma un viaggio interiore alla scoperta del significato più autentico del Natale. . Chi si accosta a vederlo, ne ricava un’esperienza non soltanto visiva, ma anche interiore sul significato più profondo e autentico del Natale. Un senso racchiuso in tre concetti chiave: umanità, silenzio e attesa. Quelle che vedete in queste immagini sono le 69 figure in terracotta che compongono il Presepe Arcaico di Raffaele Spizzico, noto pittore e ceramista barese, scomparso nel 2003. L’opera, unica nel suo genere, è stata inaugurata nella Sala del Colonnato del palazzo della Città metropolitana di Bari. Le piccole statue, fortemente stilizzate, richiamano l’antichità. I volti raffigurati sono ispirati a Pomona, la dea romana dei frutti e dell’abbondanza, e consentono allo spettatore di immergersi in un’atmosfera intensa e suggestiva. In questo modo, il pubblico viene proiettato verso una dimensione di verità e raccoglimento. L’iniziativa è promossa dalla Pinacoteca “Corrado Giaquinto” e dal museo civico di Bari. Alla cerimonia inaugurale ha preso parte anche il sindaco Vito Leccese, che ha esaltato la grande capacità del maestro Spizzico di trasformare un materiale semplice e umile come la terracotta in autentico linguaggio poetico. Servizio di Cesare Zampa Montaggio di Max Sportelli

Nella mostra la natività è calata nei contesti più fantasiosi, come ad esempio gli ambienti di “Natale in Casa Cupiello”. Servizio di Fabrizio Sereno, intervista a Savino Freda, presepista

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