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Prima una intimidazione con colpi d’arma da fuoco esplosi contro la saracinesca di un bar, poi il colpo messo a segno negli uffici delle poste La criminalità alza il tiro a Monte Sant’Angelo, nel foggiano. Prima una intimidazione, nella notte, con colpi d’arma da fuoco esplosi contro la saracinesca del bar “Asilo Republic”, in via Bonghi. Poi, subito dopo le 12, il colpo messo a segno, da 6mila euro, negli uffici delle poste private “CityPoste”.Nel primo episodio, è stato il titolare del locale a rendersi conto, dell’atto intimidatorio subito, allertando i carabinieri. I militari hanno effettuato i rilievi e hanno avviato le indagini. Dettagli fondamentali potrebbero giungere dai filmati delle telecamere presenti nella zona.E sono sempre i carabinieri ad essere sulle tracce del rapinatore che ha messo a segno il colpo nelle poste di via Felice Cavallotti. L’uomo, a volto coperto, ha fatto irruzione negli uffici, minacciando un dipendente di consegnagli il denaro a disposizione. Il malvivente, ottenuto il bottino, è fuggito a piedi, dileguandosi.

Tra le 10 finaliste spicca Monte Sant’Angelo, già sito Unesco Servizio di Stefania RotoloRiprese e montaggio di Massimo d’OlimpioIntervista a: Pierpaolo D’Arienzo, sindaco di Monte Sant’Angelo

Una società con sede a Foggia, due presenti a Monte Sant’Angelo e una a San Nicandro Garganico sono finite nel mirino del Prefetto Valiante Una impresa a Foggia, due presenti a Monte Sant’Angelo e un’altra ancora con sede a San Nicandro Garganico. Sono quattro le imprese, operanti rispettivamente nei settori dei servizi di pulizia di edifici pubblici e privati, del commercio e delle erogazioni in agricoltura, che sono state destinatarie di provvedimenti antimafia. A firmare gli atti, il Prefetto di Foggia, Maurizio Valiante sulla scorta degli accertamenti condotti dalle Forze di Polizia e dell’attività del Gruppo Interforze Antimafia.“La complessa attività istruttoria che ha condotto all’adozione dei provvedimenti di rigore dell’informazione antimafia interdittiva – hanno precisato dalla Prefettura – permette ancora una volta il perseguimento dell’obiettivo della tutela dell’economia legale e della garanzia della sana concorrenza tra le imprese, impedendo alle società ‘infiltrate’ di contrarre con la pubblica amministrazione, preservando in tal modo i settori produttivi e la stessa economia del territorio”.

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