
Taranto, lavoratore discriminato: “Se non dimagrisci non ti assumo”
Nei prossimi giorni depositerà ricorso al Giudice del Lavoro Demansionamenti sul lavoro e mancato rinnovo del contratto perché, per il datore di lavoro, è troppo
Nei prossimi giorni depositerà ricorso al Giudice del Lavoro. Demansionamenti sul lavoro e mancato rinnovo del contratto perché, per il datore di lavoro, è troppo grasso. È quanto accaduto a un lavoratore di Taranto, discriminato dall’azienda per l’aspetto fisico. Da impiegato si è ritrovato a fare l’operaio edile, ma il culmine è arrivato con un messaggio del datore di lavoro, anticipato pure da un insulto: “…se non inizi un serio percorso di dimagrimento non ti assumo”. Il lavoratore, che peraltro non ha alcun problema di obesità, né l’aspetto fisico ha a che fare col tipo di lavoro, è difeso dall’avvocato Fabrizio Del Vecchio, il quale chiede il ripristino del rapporto di lavoro e il risarcimento danni, patrimoniali e morali. Nei prossimi giorni, inoltre, depositerà ricorso al Giudice del Lavoro.
. L’auto fatta esplodere sotto casa, oltre un anno fa, è stato il culmine di una serie di episodi che hanno reso la vita impossibile ai coniugi Raffaele Sarcone e Lucia Giuliano Qui la storia dei due coniugi perseguitati Sono dipendenti della ditta che ha l’appalto delle pulizie all’Università di Foggia, responsabili del servizio, ossia la gestione dei mezzi e dei lavoratori, una cinquantina. Tra questi ultimi, alcuni avrebbero precedenti penali. Un gruppo di lavoratori – secondo indiscrezioni – avrebbe utilizzato i mezzi aziendali per scopi privati. Una volta scoperti, sarebbero stati costretti a indicare dettagliatamente i loro spostamenti.Nelle scorse settimane, i coniugi Sarcone e Giuliano hanno ricevuto una contestazione disciplinare per assenza dai luoghi di lavoro; replicano, però, che la stessa ditta gli ha scritto di non presentarsi nelle sedi dell’ateneo. I coniugi hanno presentato numerose querele ai carabinieri e denunciano di essere vittime di mobbing e stalking. “Abbiamo tre figli e abbiamo paura” dicono, “La stessa azienda che non ci fa andare sui luoghi di lavoro per la nostra incolumità ma perché non prende provvedimenti contro di loro?”
La seconda sezione penale del Tribunale di Lecce lo ha condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa e non menzione Giornata nera ieri per il vice sindaco di Sannicola, Cosimo Piccione. Ieri mattina arrestato dalla Gdf per corruzione e altri reati. Nel pomeriggio la seconda sezione penale del Tribunale di Lecce lo ha condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa e non menzione per una presunta vicenda di mobbing, una serie atti persecutori dal 2013 al 2019 nei confronti di Silvia Tunno, un’ex funzionaria comunale del settore Urbanistica. L’accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi. Proprio questo processo rientra nell’ordinanza dell’arresto di ieri in cui Piccione viene intercettato in quello che appare un tentativo di manipolare i testimoni che sarebbero stati poi chiamati a deporre.

Nei prossimi giorni depositerà ricorso al Giudice del Lavoro Demansionamenti sul lavoro e mancato rinnovo del contratto perché, per il datore di lavoro, è troppo

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La seconda sezione penale del Tribunale di Lecce lo ha condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa e non menzione Giornata nera ieri per