
Addio carta d’identità cartacea dal 3 agosto: ora è valida solo la CIE
Campagna “Se non è elettronica, non vale”: come rinnovare il documento e perché il formato digitale è obbligatorio in Italia e UE Il processo di
Campagna “Se non è elettronica, non vale”: come rinnovare il documento e perché il formato digitale è obbligatorio in Italia e UE. Il processo di digitalizzazione del Paese compie un passo decisivo. A partire dal 3 agosto, la versione cartacea della carta d’identità cesserà ufficialmente di avere valore legale, sia in Italia che nei Paesi dell’Unione Europea. Il provvedimento è perentorio: il vecchio formato non sarà più accettato, indipendentemente dalla data di scadenza indicata sul retro del documento. Da quella data, l’unica versione valida per l’espatrio e l’identificazione sarà la CIE (Carta d’Identità Elettronica). La campagna “Se non è elettronica, non vale” Per accompagnare i cittadini in questa transizione, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio ha lanciato la campagna istituzionale “Se non è elettronica, non vale”. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Interno e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mira a sensibilizzare sulla necessità di richiedere tempestivamente il rinnovo presso il proprio Comune di residenza. Perché la CIE è indispensabile? La campagna di comunicazione, diffusa tramite spot radio-TV e canali social, illustra l’importanza della CIE attraverso tre scenari comuni della vita quotidiana: Viaggi: le procedure di imbarco su un aereo di linea. Finanza: le operazioni burocratiche allo sportello bancario. Socialità: la verifica della maggiore età per l’accesso a eventi e locali. Il messaggio è chiaro: senza il formato elettronico, molte delle attività ordinarie potrebbero risultare bloccate. Sicurezza e Innovazione Questa transizione non è solo un cambio di formato, ma un pilastro della strategia digitale italiana. La CIE garantisce infatti standard di sicurezza molto più elevati contro le contraffazioni e semplifica l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Nota per i cittadini: Si consiglia di verificare lo stato del proprio documento e di prenotare l’appuntamento per il rilascio della CIE con anticipo, onde evitare disagi in vista della scadenza definitiva del 3 agosto.
Ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione. Il ministo dell’Interno Matteo Piantedosi nei prossimi giorni arriverà in Puglia per fare un punto sulla sicurezza alla luce dei recenti episodi di cronaca. Secondo quanto si apprende, ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione. L’ultimo caso di cronaca ieri sera a Bisceglie, quando Angelo Pizzi, responsabile di sala di un ristorante, è stato ucciso per errore nel corso di un agguato.
Si tratta di Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale. I sindaci inviano una lettera di protesta al Ministero dell’Interno. Sette Comuni della provincia di Foggia (Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale) risultano tra i 70 enti esclusi dal finanziamento del Piano Nazionale per la Riqualificazione dei Piccoli Comuni, nonostante fossero stati precedentemente ammessi in graduatoria. Il bando, previsto dalla Legge n. 158 del 6 ottobre 2017 destinato a progetti di valorizzazione e rigenerazione dei centri con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, pubblicato nel luglio 2023 dal Dipartimento Casa Italia, prevedeva contributi fino a 700.000 euro per ogni Comune, anche in forma associata. Il 20 agosto 2024 sulla Gazzetta Ufficiale si pubblica l’elenco dei Comuni ammessi: 245 per un totale di 144 interventi. Per gli esclusi la possibilità di impugnazione entro 60 giorni dalla pubblicazione. Lo scorso 10 febbraio il Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica sul proprio sito un nuovo elenco dei progetti ammessi a finanziamento. La graduatoria ha subito una sforbiciata: i progetti, da 144 scendono a 91. Fuori restano 70 Comuni, tra cui i 7 della Capitanata. “È inaccettabile che Comuni già ammessi al finanziamento vengano esclusi senza alcuna spiegazione – dichiarano i sette sindaci -. Non chiediamo favori, ma rispetto delle regole, dei diritti delle nostre comunità. Ogni euro bloccato significa progetti fermi, scuole, strade e servizi pubblici incompiuti. È inammissibile sacrificare le aree interne, già fragili, per giochi burocratici. Non intendiamo attendere oltre, perché i rischi che incombono sulle attività amministrative e la vita delle comunità sono gravissimi. Chiediamo, perciò, chiarezza e lo sblocco immediato dei fondi dovuti, di diritto, ai singoli Comuni esclusi”. I sette sindaci hanno inviato formale lettera di protesta al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione Il ministo dell’Interno Matteo Piantedosi nei prossimi giorni arriverà

Si tratta di Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale. I sindaci inviano una lettera di protesta al Ministero dell’Interno