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Michele Schettino

Inchieste delle procure di Lecce e Bari. Saccheggiava le Rsa per poi accaparrarsi altre società. Con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale è finito agli arresti domiciliari l’imprenditore brindisino 50enne Michele Schettino, amministratore di una società poi fallita che gestiva le residenze socio sanitarie per anziani di Miggiano e San Donaci. Sotto i riflettori anche la gestione di una Rsa ad Adelfia. Arresti domiciliari effettuati dalla guardia di finanza anche per Giovanni Vurro, 49 anni, di Adelfia, considerato il braccio destro di Schettino. Per altre due persone è stata disposta l’interdizione ad esercitare l’attività d’impresa e a ricoprire incarichi direttivi. Complessivamente nove gli indagati. Accertata la distrazione di circa 720 mila euro con una serie di artifici e una presunta rete societaria illecita. soldi poi utilizzati per viaggi, auto e altre spese personali. Accumulati debiti per oltre tre milioni di euro. Le inchieste sono due, distinte, condotte dalla procura di Lecce e dalla procura di Bari che si occupa di un altro filone, riguarda le collusioni con Asl e Regione che avrebbero dovuto controllare.

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