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Intanto oggi si sono svolti gli interrogatori di garanzia per Alessandro, Antonello e Massimiliano Snidar. Spunta il nome dell’ex campione internazionale di pugilato Michele Piccirillo nell’elenco dei 116 indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Dda di Bari e dal Gico della Guardia di Finanza su un presunto giro di riciclaggio con le slot machine. Il 20 dicembre del 2021 il campione viene convocato dai finanzieri, e come risulta dagli atti avrebbe fatto parziali ammissioni. La sua frequentazione nelle sale gioco, fra Bari e Modugno, sarebbe iniziata nel 2012. Pochissime vincite, importi decisamente irrisori. E il 2013 quando Piccirillo avrebbe chiesto ad un dipendente la possibilità di intestargli fittiziamente ticket vincenti, realizzati da altri giocatori che magari preferivano ottenere denaro in contanti per evitare l’intestazione delle vincite: un escamotage che gli sarebbe servito per giustificare i compensi in nero – circa 200mila euro – percepiti fino al 2009 per gli incontri di box disputati in giro per il mondo, fra America, Danimarca, Francia e Inghilterra. “L’ho chiesto – avrebbe poi detto – perché ero consapevole che questa era una prassi consolidata “, aggiungendo di non aver mai ottenuto compensi per questo. Intanto oggi si sono svolti gli interrogatori di garanzia per Alessandro, Antonello e Massimiliano Snidar, in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e al favoreggiamento dei clan: tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L’ex pugile pugliese, alla soglia dei 54 anni, che compirà tra pochi giorni, sta combattendo una battaglia con una malattia agli occhi che qualche mese fa lo ha costretto a vendere il bar che gestiva. Ma lui spera sempre in una telefonata dalla federazione pugilistica Servizio di Maurizio Spaccavento Riprese di Donato Fonsdituri, montaggio di Luigi Belviso Intervista a Michele Piccirillo

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