
L’esercizio fisico fa bene non solo al corpo: scoperti benefici anche per la memoria
Lo dice uno studio americano Anche una sola sessione di esercizio fisico può aumentare l’attività di specifiche onde cerebrali associate ai processi di memoria e
Lo dice uno studio americano. Anche una sola sessione di esercizio fisico può aumentare l’attività di specifiche onde cerebrali associate ai processi di memoria e apprendimento. Lo indica uno studio guidato da Michelle Voss del Dipartimento di Psychological and Brain Sciences dell’University of Iowa. Dopo un breve allenamento si verifica un aumento di onde cerebrali ad alta generate nell’ippocampo, unastruttura cerebrale fondamentale per la formazione dei ricordi. Queste onde si propagano verso altre aree corticali coinvolte nei processi cognitivi, rafforzando le connessioni neurali che supportano apprendimento e richiamo delle informazioni. L’analisi è stata condotta su 14 pazienti con epilessia di età compresa tra 17 e 50 anni. Per 20 minuti hanno effettuato un breve riscaldamento e poi hanno fatto esercizio su una cyclette. L’attività celebrare è stata analizzata attraverso l’elettroencefalografia intracranica (tecnica che sfrutta elettrodi impiantati nel cervello per misurare direttamente l’attività neurale). Le registrazioni hanno mostrato un aumento significativo delle ripples (onde cerebrali ad alta frequenza) originate nell’ippocampo, insieme a un rafforzamento delle connessioni con regioni corticali coinvolte nei processi di memoria. Lo studio dimostra per la prima volta negli esseri umani che anche una singola sessione di esercizio può modificare rapidamente i ritmi neurali e le reti cerebrali coinvolte nella memoria. Infatti, in passato gli scienziati avevano osservato fenomeni simili negli animali da laboratorio, come topi e ratti, ma non erano riusciti a dimostrarli direttamente negli esseri umani. Inoltre, secondo i ricercatori, i risultati non sono limitati ai pazienti con epilessia coinvolti nello studio, ma i risultati dopo l’esercizio sono molto simili a quelli osservati negli adulti sani.
Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. Sono passati trent’anni da quando Pietro Leonida Laforgia ha lasciato Bari, la sua città, eppure il suo nome continua a tornare nei racconti di chi lo ha conosciuto: l’avvocato che difendeva i più fragili, il professore che sapeva trasformare una lezione all’Istituto nautico in un viaggio, il politico che immaginava una Bari più giusta e più aperta. Sabato 6 dicembre, la città proverà a restituirgli voce e presenza attraverso tre momenti di memoria, costruiti con cura dai figli, Michele e Nicola. La giornata inizierà nella sala consiliare dell’Ordine degli avvocati, dove alle 10 i due fratelli premieranno due giovani legali, Rossella Mattencini e Valerio Cassano. È un gesto semplice, quasi simbolico: passare idealmente il testimone a chi oggi si dedica al diritto minorile, la stessa strada che Laforgia aveva percorso con dedizione. Accanto a loro ci sarà anche il presidente dell’Ordine, Salvatore D’Aluiso, a testimoniare l’eredità professionale lasciata dal padre. Poi, poco dopo le 11, il cammino si sposterà nell’ex Istituto nautico di via Abate Gimma. È un luogo che conserva ancora l’eco delle sue lezioni, degli studenti che seguiva con attenzione e severità gentile. Qui i figli hanno scelto di restaurare una grande mappa che raccoglie tutte le sedi degli Istituti nautici italiani: un manufatto antico, salvato dall’usura del tempo, che torna ora a raccontare il legame profondo di Laforgia con la scuola, con il mare, con l’idea di formazione come avventura. L’ultimo appuntamento, alle 12.30, sarà nel verde del Parco Troisi, a Japigia. Dieci alberi verranno messi a dimora in collaborazione con l’associazione «Amici di Ernest Verner». Dieci nuove radici, dieci nuove ombre, dieci nuove promesse. È un modo per ricordare il Laforgia politico, quello che cercava nella città un luogo da far crescere, da proteggere, da immaginare migliore. A partecipare ci sarà anche il sindaco Vito Leccese, a chiudere una mattinata che è insieme ricordo, affetto e sguardo al futuro. Così Bari ritroverà, almeno per un giorno, la traccia di una figura che l’ha accompagnata e guidata, lasciandole in eredità un modo gentile e rigoroso di stare al servizio degli altri.
La cerimonia commemorativa in prefettura Servizio di Annamaria Rosato
Il paese di confino dell’intellettuale è in lizza per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2027 Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Luigi De Lorenzo, sindaco di Aliano
Un omaggio da parte dell’associazione di volontari per ricordare l’ex parroco della Cattedrale, scomparso tre anni fa Servizio di Guglielmina Logroscino. Riprese e Montaggio di Cosimo Caragiulo
Fare memoria del passato per riflettere sul presente e invocare la pace Servizio: Anna De Feo Interviste: Vito Leuzzi, Ipsaic Bari; Alessandro Mirizzi, cordinatore centro ricerche sulla pace università di Bari
I risultati illustrati nel Campus dell’Università sullo studio condotto fra il 2018 ed il 2020 Intervista: Ferdinando Mirizzi – Docente Unibas
In memoria del questore di Fiume che salvò la vita a centinaia di ebrei dai rastrellamenti nazisti Servizio di Francesco Persiani Interviste a: Luca Lopomo, sindaco di Crispiano Massimo Gambino, questore di Taranto

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