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Era accusato di aver violato i sigilli alla struttura per rimuovere le opere abusive. La seconda sezione penale del Tribunale di Lecce ha assolto l’ex sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta nell’ambito del processo inerente presunti abusi edilizi nello stabilimento balneare “ Cala Marin” a Torre dell’Orso, marina di Melendugno. Mazzotta nelle vesti di amministratore della società proprietaria della struttura posta sotto sequestro nel 2018 per presunti abusi edilizi, era accusato di aver violato i sigilli alla struttura per rimuovere le opere abusive, oltre a dover rispondere di frode processuale, abuso edilizio e paesaggistico in concorso e istigazione alla corruzione. L’imprenditore salentino è stato assolto nel merito da tutti i capi di accusa. Il figlio Hermes, legale rappresentante della società invece è stato condannato a 10 mesi per un episodio di falso.

Arrestato Cosimo Mazzotta, 51 anni, leccese, deve scontare 30 anni per omicidio Lo hanno catturato i carabinieri in un B&B in riva al mare dove si era nascosto dopo essere stato condannato a 30 anni di carcere. È stato catturato così Cosimo Mazzotta, 51 anni, leccese. Era latitante dallo scorso 8 marzo dopo la sua condanna a trent’anni di carcere per omicidio, confermata il giorno prima dalla Cassazione. A trovarlo un B&B di Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Lecce. Il 51enne, che aveva fornito generalità false, al momento dell’arresto era da solo e non ha opposto resistenza, mostrandosi sorpreso per l’arrivo degli investigatori, ai quali ha raccontato che per non farsi scoprire aveva evitato qualsiasi rapporto con l’esterno, approfittando della vicinanza al mare per fare qualche passeggiata. L’uomo aveva con sè vari telefoni e diverse utenze telefoniche. La condanna a 30 anni di carcere era stata comminata dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto il 30 maggio del 2024, poiché riconosciuto colpevole del reato di omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Il 17 marzo del 1999 aveva assassinato Gabriele Manca, 21 anni, coinvolto in contrasti legati allo spaccio di droga e ucciso in una zona di campagna compresa tra Lizzanello e la frazione di Merine. La vittima, secondo il quadro ricostruito dai Carabinieri del Ros diciotto anni dopo il delitto, era stata uccisa a colpi di pistola sparatigli alle spalle mentre tentava di fuggire. Un commando di quattro persone aveva organizzato una vera e propria esecuzione e Carmine Mazzotta è stato ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.Dopo prolungati appostamenti, servizi di osservazione e ricognizioni i militari dell’Arma sono entrati in azione. Due carabinieri, fra cui una donna, hanno prenotato una stanza spacciandosi per una coppia di turisti arrivati in Salento per il “ponte” festivo, poi una volta individuata la camera occupata dal latitante, hanno avvisato le altre pattuglie facendo irruzione e cogliendolo di sorpresa. 

Concluso il congresso provinciale Servizio di Stefania Congedo; interviste a on. Mauro D’attis, coord, Fi Puglia; Paride Mazzotta, cood. Fi Lecce;

L’ex Sindaco di Carmiano coinvolto nell’affaire Colombia per la presunta vendita di navi e aerei da guerra

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