Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

bassi-home

masseria del monte

Il giudice assolve Donato Venerito, Michele D’Attoma, i rispettivi figli Alessandro e Orlando e l’agronomo Trisolini dalle accuse di bancarotta fraudolenta e usura. Prezzo d’acquisto del terreno confermato dalle perizie. Si è concluso con cinque assoluzioni il processo con rito abbreviato nato dalla compravendita della Masseria Del Monte a Conversano.Un’operazione regolare, è la conclusione del giudice che ha assolto l’ex direttore generale della BCC di Conversano Donato Venerito e l’ex consigliere Michele D’Attoma, i rispettivi figli Alessandro Venerito e Orlando D’Attoma, e l’agronomo Orazio Nicola Trisolini. L’accusa per tutti era quella di bancarotta fraudolenta, mentre Donato Venerito e Michele D’Attoma rispondevano anche all’ipotesi di usura. Alla base dell’assunto della procura – che aveva invocato per gli imputati condanne fra i 3 ed i 4 anni di reclusione – i Venerito e i D’Attoma, in qualità di amministratori di fatto e soci della società agricola Masseria del Monte, avrebbero acquistato il terreno dalla Maiora Group (società fallita di cui era amministratore delegato Vito Fusillo) a un prezzo di 500mila euro, a fronte di un valore commerciale stimato invece in non meno di 1,9 milioni di euro. Le perizie prodotte dalla difesa e disposte nell’ambito di un procedimento civile hanno invece stabilito come la valutazione del dottor Trisolini in merito al valore del terreno fosse corretta. In seguito all’inchiesta, nel giugno scorso Donato Venerito rassegnò le proprie dimissioni. Del collegio difensivo facevano parte gli avvocati Gaetano Sassanelli, Antonio Fatone, Nino e Luca Castellaneta.

L’accusa per tutti è quella di bancarotta fraudolenta Servizio di Linda Cappello

deliziosa
gilca-srl-giugno