
Danno d’immagine alla regione Puglia: Mario Lerario dovrà pagare 60mila euro
GIUSTIZIA La decisione della Corte dei Conti La Corte dei Conti ha condannato l’ex dirigente della Protezione Civile pugliese Mario Lerario a pagare 60mila euro
La decisione della Corte dei Conti. La Corte dei Conti ha condannato l’ex dirigente della Protezione Civile pugliese Mario Lerario a pagare 60mila euro per il danno di immagine arrecato alla Regione Puglia a seguito dei fatti per cui è stato condannato a 4 anni e 4 a mesi, ossia aver ricevuto tangenti da 10 e 20 mila euro da due imprenditori, quindi per comportamento infedele nei confronti della Regione. Lerario era già stato condannato dalla Corte dei Conti a pagare mezzo milione per danni patrimoniali, condanna appellata dai suoi legali.
Condannato per tangenti, avrebbe rovinato immagine Regione Avrebbe causato un danno d’immagine da 60mila euro alla regione Puglia: la procura regionale della corte dei conti ha chiesto un risarcimento a Mario Lerario, ex dirigente della protezione civile pugliese, condannato a 4 anni e 4 mesi per aver preso due tangenti da 10mila e 20mila euro da due imprenditori, in cambio dell’affidamento di alcuni lavori. La vicenda avrebbe determinato nei confronti della regione non solo un danno patrimoniale, per le somme maggiorate pagate dall’ente, ma anche un considerevole danno d’immagine al prestigio e alla credibilità dell’istituzione regionale. Il danno da 60mila euro è pari al doppio della somma che Lerario ha ricevuto come tangente.
L’ex capo della Protezione Civile della Puglia è stato arrestato il 23 dicembre del 2021 con l’accusa di aver intascato mazzette da 20mila e 10mila euro da due imprenditori, a cui erano stati affidati appalti per la realizzazione di strutture per l’emergenza Covid Servizio di Guglielmina Logroscino Intervista all’avv. Michele Laforgia, difensore Lerario
Sentenza per il pagamento di due mazzette, condannato imprenditore E’ stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Mario Lerario, l’ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia, arrestato il 23 dicembre 2021 con l’accusa di corruzione dopo aver intascato due tangenti da 20mila e 10mila euro da due imprenditori, che avevano in corso con la Regione appalti anche per la realizzazione di strutture per l’emergenza Covid. Quattro anni di reclusione sono invece stati inflitti all’imprenditore Luca Leccese, accusato di aver versato la mazzetta di 10mila euro. Il giudice ha disposto anche l’estinzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione e la confisca per equivalente. La sentenza del processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, è stata emessa dal gup del Tribunale di Bari, Alfredo Ferraro. Per Lerario il procuratore di Bari Roberto Rossi, e l’aggiunto Alessio Coccioli, avevano chiesto la condanna a sei anni di reclusione, contestando il reato di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Per Leccese la richiesta era stata di quattro anni. La difesa dell’ex dirigente, nel corso del procedimento aveva negato l’esistenza di un accordo corruttivo legato agli affidamenti dei lavori fra Lerario e gli imprenditori Luca Ciro Giovanni Leccese e Donato Mottola. Quest’ultimo viene giudicato con rito ordinario dal Tribunale di Bari: è accusato di aver versato a Lerario la mazzetta da 20mila euro. Lo scambio di denaro – secondo la difesa – sarebbe stato riconducibile, al massimo, a una retribuzione non dovuta correlata agli appalti. Per questo era stata avanzata la richiesta di assoluzione, perché non ci sarebbe stata correlazione fra lo scambio di denaro e l’attività amministrativa svolta dall’imputato nell’esercizio della sua funzione. “E’ una sentenza che mi sembra abbastanza equilibrata – ha commentato l’avvocato Michele Laforgia, difensore di Mario Lerario- anche se ci sarebbe da discutere di alcune questioni di diritto. Il mio assistito è detenuto agli arresti domiciliari da più di un anno, è una persona provata da una situazione non semplice, ma ha preso la condanna con dignità, come ha sempre preso questa sfortunatavicenda da quando si è verificata”.
E’ quanto avanzato dalla Procura di Bari nei confronti dell’ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia, arrestato il 23 dicembre 2021 con l’accusa di corruzione per aver intascato due “mazzette” Servizio di Maurizio Marangelli

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Condannato per tangenti, avrebbe rovinato immagine Regione Avrebbe causato un danno d’immagine da 60mila euro alla regione Puglia: la procura regionale della corte dei conti

L’ex capo della Protezione Civile della Puglia è stato arrestato il 23 dicembre del 2021 con l’accusa di aver intascato mazzette da 20mila e 10mila

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