
Bari: insegnante indagata per maltrattamenti ad un 13enne affetto da sindrome di Down
Con il pretesto di motivare l’allievo a impegnarsi e prestare maggiore attenzione alle lezioni, lo avrebbe colpito con schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e
Con il pretesto di motivare l’allievo a impegnarsi e prestare maggiore attenzione alle lezioni, lo avrebbe colpito con schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e in altre parti del corpo, rivolgendogli frasi ingiuriose e minacciose. Aggressioni fisiche e verbali nei confronti di un alunno di 13 anni affetto da sindrome di Down, che sarebbe stato persino colpito alle gambe con i tacchi delle scarpe, a volte anche davanti ai suoi compagni.Sono queste le contestazioni formalizzate dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa nei confronti di una 50enne barese, all’epoca dei fatti insegnante di sostegno del ragazzo.Nei giorni scorsi gli agenti della polizia locale hanno notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che vede l’insegnante indagata con l’accusa di maltrattamenti aggravati dal fatto di aver agito ai danni di un minore affetto da disabilità.Gli episodi risalgono al 2023. L’insegnante, con il pretesto di motivare l’allievo a impegnarsi e prestare maggiore attenzione alle lezioni, lo avrebbe colpito con schiaffi al volto, pizzichi alle braccia e in altre parti del corpo, rivolgendogli frasi ingiuriose e minacciose. “Sveglia “, gli avrebbe detto più volte, facendogli in un’occasione cadere gli occhiali da vista dopo uno schiaffo sul volto. Fin qui le accuse, che prima di essere ritenute fondate dovranno essere vagliate da un giudice.L’inchiesta della procura è stata avviata dopo la segnalazione dell’istituto scolastico.Adesso l’insegnante avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti presentando memorie difensive o chiedendo di essere interrogata.
Dopo l’arresto in flagranza di reato, il trentenne è stato sottoposto ai domiciliari con divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. Con le accuse di maltrattamenti e minacce ai danni della madre, un 30enne di Potenza è stato arrestato dai carabinieri. L’intervento dei militari si è reso necessario dopo una richiesta di aiuto al 112 in cui si segnalava una lite in ambito familiare. Secondo quanto ricostruito dai militari , l’uomo ha minacciato, aggredito e picchiato la madre che, a causa delle violenze del figlio, è stata costretta a scappare di casa. Di recente il figlio era tornato a vivere nell’abitazione della donna, durante il periodo delle feste, ma come era già accaduto in passato l’uomo ha cominciato nuovamente a comportarsi in modo aggressivo, costringendo la madre, in più circostanze, a lasciare l’abitazione. Dopo l’arresto in flagranza di reato, il trentenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari in un’altra casa. Il gip del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto e ha disposto i divieti di dimora e di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, con l’applicazione del dbraccialetto elettronico
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Davide Falcone, 36 anni, avrebbe assunto nei confronti della ragazza “reiterati atti di violenza morale e fisica, di rabbia e di prepotenza, mantenendola, così, in un costante stato di sottomissione psicologica”. È stata fissata per il prossimo 12 maggio l’udienza preliminare nei confronti di Davide Falcone, il 36enne di Casarano ex fidanzato di Roberta Bertacchi, la ragazza di 26 anni trovata impiccata il 6 gennaio 2024 nel suo appartamento. L’accusa di cui dovrà rispondere è di maltrattamenti ai danni della giovane. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Falcone avrebbe assunto nei confronti di Roberta “reiterati atti di violenza morale e fisica, di rabbia e di prepotenza, mantenendola, così, in uncostante stato di sottomissione psicologica”. La sera prima del suicidio di Roberta, i due ebbero una lite per futili motivi nel corso della quale Falcone avrebbe manifestato gelosia ma al contempo avrebbe assunto atteggiamenti aggressivi, “strattonandola e tirandola per capelli”. Per quanto riguarda l’accusa di istigazione al suicidio, la procura di Lecce aveva chiesto l’archiviazione, ma i familiari della ragazza, assistiti dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, hanno presentato opposizione.
È accaduto a Margherita di Savoia. Fondamentale la denuncia di madre e padre. Avrebbe aggredito ripetutamente gli anziani genitori e pretendendo continuamente denaro ed estorcendo loro circa 40 mila euro negli ultimi mesi. L’uomo, 46 anni, di Margherita di Savoia, è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. I genitori, entrambi 70enni, avevano denunciato ai carabinieri le condotte subite. La situazione era diventata insostenibile: negli ultimi quattro anni, il rapporto con il figlio era diventato sempre più problematico a causa delle continue richieste di denaro, giustificate da presunti debiti contratti. Ai ripetuti rifiuti di consegnare soldi seguivano aggressioni, verbali e fisiche. In più occasioni, i genitori sono stati costretti ad abbandonare la propria abitazione e a trovare riparo da parenti e amici, Una volta addirittura in una struttura ricettiva della zona.
È stata condannata a sette anni di reclusione la donna straniera accusata di maltrattamenti in famiglia ai danni del marito, morto suicida a Santeramo il 10 aprile 2024 lanciandosi dal balcone di casa dei genitori. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato dal gup Vittorio Rinaldi, che ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti. Disposta inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro a testa per ciascuno dei genitori, e 40mila per figlia minorenne, rappresentata in giudizio dall’avvocato Giuseppe Massari, oltre al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede. Pare che la donna avesse accettato malvolentieri di vivere nel piccolo centro del Barese, mentre avrebbe preferito tornare nel suo paese d’origine. Quando era fuori dall’Italia con la figlia, avrebbe minacciato il marito che non sarebbe più tornata a casa: “se non mi mandi i soldi non vedrai più tua figlia le dirò che sei morto …. la vedrai solo con il consolato o con la polizia … mi dovrai dare il tuo stipendio e la casa”. Nel capo di imputazione i magistrati parlano di minacce, vessazioni e continue richieste di denaro, al punto che il 3 aprile, pochi giorni prima del suicidio, l’uomo si sarebbe trasferito dai genitori
Erano ripetuti gli episodi di percosse come tirate di capelli, sculacciate, spinte, imposizioni fisiche e insulti . Il Tribunale monocratico di Lecce ha condannato una maestra a 3 anni di reclusione per maltrattamenti sugli alunni. Intimidazioni, violenze psicologiche e fisiche, offese, scherni e minacce avevano creato un clima costante di umiliazione e sofferenza nei bambini. Le condotte erano reiterate, abituali e hanno provocato danni psicologici per i piccoli. La maestra è stata incastrata dalle immagini delle videocamere che hanno ripreso episodi ripetuti di percosse (tirate di capelli, sculacciate, spinte), imposizioni fisiche e continui insulti e minacce sui piccoli di 3-5 anni.
Le operazioni dei carabinieri si sono svolte a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno proceduto con l’arresto di 3 persone a San Paolo di Civitate e San Nicandro Garganico. A San Nicandro Garganico invece i carabinieri hanno arrestato un uomo per detenzione di sostanza stupefacente. Il 53enne, proveniente dalla provincia di Como, aveva nascosto in auto, precisamente nell’alloggiamento destinato alla ruota di scorta, oltre 4 chili di marijuana, circa 300 grammi di hashish e oltre 1.200 euro in contanti. L’uomo dovrà rispondere del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. A San Paolo di Civitate un 33enne, accusato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione, è stato condotto presso la casa circondariale di Foggia. Il provvedimento scaturisce dalla denuncia sporta da un uomo del posto che, dal 2012, aveva offerto ospitalità al giovane. Quest’ultimo, dalla scorsa estate, avrebbe però iniziato ad avere comportamenti aggressivi e minacciosi. Inoltre, l’uomo, per comprare droga, aveva messo in atto pratiche estorsive. Sempre in questo paese del Foggiano, è stato arrestato un 38enne con l’accusa di tentata estorsione. I militari lo hanno sorpreso subito dopo aver avanzato una pretesa estorsiva di 400 euro nei confronti di una donna. La richiesta, accompagnata da intimidazioni e minacce, nascerebbe da un presunto debito di natura illecita, contratto dal figlio della donna, proprio con l’arrestato.
Ad allertare i carabinieri è stata la donna. A Matino i carabinieri di Taviano hanno arrestato nella flagranza di reato un 48enne, agricoltore del posto, per maltrattamenti verso la sua convivente con gravi disabilità. Ad allertare gli uomini dell’Arma è stata la stessa vittima a seguito dell’ennesimo episodio di violenza che si è vista costretta a subire al culmine di una banale lite domestica. La donna da tempo era vittima di ripetuti episodi caratterizzati da minacce verbali e aggressioni fisiche, spesso scaturite da futili motivi e aggravati dallo stato di ebbrezza. L’uomo è stato condotto nel carcere di Lecce.
Il giovane è accusato di maltrattamenti mentre è stata chiesta l’archiviazione per l’ipotesi di istigazione al suicidio Servizio di Linda Cappello Montaggio di Maria Cristina Quintale
La vicenda fu scoperta grazie all’iniziativa di una coppia di genitori che, preoccupati per le crisi di pianto notturne del loro figlioletto, cominciarono ad indagare con l’utilizzo di un cellulare in modalità registratore sistemato nello zainetto del piccolo Condannata ad un anno e quattro mesi di reclusione per aver maltrattato i suoi piccoli alunni, bimbi di tre anni presi a schiaffi in faccia e trascinati per le braccia. Protagonista un’insegnante di 66 anni che prestava servizio in una scuola per l’infanzia in un comune del nord Brindisino. La vicenda fu scoperta grazie all’iniziativa di una coppia di genitori che, preoccupati per le crisi di pianto notturne del loro figlioletto, cominciarono ad indagare con l’utilizzo di un cellulare in modalità registratore sistemato nello zainetto del piccolo. Da quelle registrazioni emerse l’incubo dei bambini, molti dei quali avevano riportato lividi sui polsi. Altri, invece, erano stati minacciati e, per questo motivo, terrorizzati all’idea di dover andare a scuola.
Sequestrati anche 3,16 grammi di cocaina, nascosta all’interno di una cassetta postale A Venosa i carabinieri hanno arrestato un uomo per maltrattamenti in famiglia ed estorsione impropria ai danni degli anziani genitori. I militari, allertati da due anziani, hanno sorpreso l’uomo nel pieno della sua condotta riuscendo a bloccarlo. Le successive indagini hanno fatto emergere pregresse condotte illecite dell’uomo, mai formalmente denunciate, e hanno inoltre consentito di rinvenire e sequestrare 3,16 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, nascosta all’interno di una cassetta postale. L’uomo è stato trasferito in carcere a Melfi.
Ingiurie e minacce verso i genitori di 57 e 61 anni Si trova nell’istituto penale per minori di Bari un ragazzo che risponde di maltrattamenti in famiglia commessi nei confronti dei propri genitori conviventi, di 57 e 61 anni, durante gli ultimi due anni. Ingiurie, minacce, umiliazioni verbali ma anche danneggiamenti di arredi dell’abitazione di famiglia e ripetute aggressioni fisiche. L’arresto è avvenuto il 2 ottobre da parte dei carabinieri di Galatone.
Le violenze sarebbero state continue e in alcuni casi la donna avrebbe ferito la vittima con un oggetto da taglio Una donna di 43 anni di Palagiano è agli arresti domiciliari perché presunta colpevole di ripetuti episodi di maltrattamenti e aggressioni nei confronti del marito. L’uomo ha deciso di denunciare ai Carabinieri. Le violenze sarebbero state continue e in alcuni casi la donna avrebbe ferito la vittima con un oggetto da taglio. Le indagini proseguono. La presunta colpevole si trova in casa di una parente.
L’uomo morto suicida nell’aprile 2024 La procura di Bari ha chiesto 4 anni di reclusione per la 30enne straniera accusata di maltrattamenti in famiglia ai danni del marito, morto suicida a Santeramo lanciandosi dal balcone della casa dei genitori nell’aprile 2024. Secondo l’accusa, la donna non voleva vivere a Santeramo ed avrebbe voluto tornare nel suo paese d’origine. “Se non mi mandi i soldi non vedrai più tua figlia – gli avrebbe detto – le dirò che sei morto, la vedrai solo attraverso il consolato”. La sentenza è fissata per il prossimo 15 ottobre.
L’uomo, un 61enne, è ai domiciliari in una diversa abitazione: l’accusa è di maltrattamenti Una donna è stata aggredita dal marito in casa. L’uomo, un 61enne di Palagiano, è stato colto in flagrante dai carabinieri ed è stato arrestato. La 50enne è riuscita a fuggire da una finestra e ha allertato il 112. L’aggressione sarebbe scaturita da futili motivi. L’uomo l’avrebbe colpita con calci, pugni e schiaffi al volto. La donna ha approfittato di un momento di distrazione del marito per fuggire e mettersi in salvo. Ha poi raccontato ai militari una lunga storia di violenze fisiche e verbali iniziata nel 2021. Aveva già sporto due denunce, poi ritirate. Questa volta, però, ha formalizzato una nuova querela. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari in una diversa abitazione con l’accusa di maltrattamenti.
In passato all’uomo è stato applicato il braccialetto elettronico. Le contestazioni si riferiscono ad un periodo di tempo compreso fra il settembre 2022 e l’aprile scorso “Ti faccio fare la fine di Maria Turturo”. Il riferimento è alla donna di Gravina che secondo la procura sarebbe stata uccisa il 7 ottobre scorso dal marito Giovanni Lacarpia, poi morto suicida in carcere. Sono queste le parole che avrebbe pronunciato nei confronti della moglie un imprenditore del posto di 43 anni, finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Il gip del Tribunale di Bari Antonella Cafagna ha disposto il giudizio immediato per il prossimo 2 ottobre davanti alla seconda sezione collegiale. Servizio di Linda Cappello
L’episodio nel laghetto del Parco 2 Giugno, a Bari. Lo sdegno della Lav Ancora episodi di maltrattamenti sugli animali. Un video diffuso dalla Lav mostra una ragazza che prima lancia una sigaretta addosso a una tartaruga, poi prende a calci gli altri esemplari per farli cadere in acqua nel laghetto del parco 2 Giugno, a Bari. Sia la giovane protagonista del gesto che l’amica che la riprendeva col telefonino sono state denunciate alle forze dell’ordine dalla Lega anti vivisezione. “Macabri commenti ironici” accompagnano il filmato, diventato subito virale sui social.
Il Tribunale di Lecce ha inflitto tre anni di reclusione a un insegnante di 60 anni. La donna continua a insegnare in un’altra scuola Il Tribunale di Lecce ha condannato a tre anni di reclusione un insegnante di 60 anni in servizio, all’epoca dei fatti, in una scuola dell’infanzia del Sud Salento, con l’accusa di maltrattamenti. Avrebbe insultato e minacciato i suoi alunni generando un clima di paura fatto di offese, sculacciate, ceffoni ebestemmie all’indirizzo dei bambini più indisciplinati. Secondo l’accusa, la donna avrebbe messo in atto“un comportamento improntato a sterile autoritarismo”, determinando cambiamenti nell’umore e nel comportamento dei piccoli. In un’occasione, la donna avrebbe minacciato un bambinodi appenderlo al lampadario, in un’altra avrebbe preso una bambina per i capelli per farla ritornare al suo posto. I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra dicembre 2014 a febbraio 2015.La maestra, che non ha mai subito provvedimenti disciplinari e continua a insegnare in un’altra scuola dell’infanzia, ha respinto ogni addebito.
Passa da 7 anni a 3 anni e 8 mesi la pena inflitta a Vito Passalacqua, accusato di maltrattamenti ai danni della moglie morta suicida nel 2023 a Santeramo in Colle Servizio di Linda Cappello
Vessazioni e violenze sono andate avanti fino alla separazione. L’uomo pretendeva di essere “trattato come un re” Servizio di Linda Cappello

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