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maltrattamenti in famiglia

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe impedito alla convivente di uscire da casa ed utilizzare i social network per comunicare o postare le proprie foto. È finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia il 40enne di Gravina che alcune settimane fa si era ritrovato la macchina tappezzata di insulti come “traditore” da parte della ex convivente, che aveva anche affisso le chat delle conversazioni con la presunta amante. Immagini che avevano fatto il giro del web. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe impedito alla convivente di uscire da casa ed utilizzare i social network per comunicare o postare le proprie foto. La donna sostiene che spesso le avrebbe sottratto il cellulare per poi restituirglielo solo dopo insistenti richieste, minacciando di ucciderla o di dar fuoco alla casa se avesse interrotto la relazione. L’ultimo episodio sarebbe avvenuto il 23 aprile scorso, quando l’uomo, non volendo accettare la fine della relazione, avrebbe minacciato la donna di morte. Il 40enne, difeso dall’avvocato Gioacchino Carone, ha a sua volta denunciato la ex compagna dopo gli insulti affissi sulla macchina.

Aggressioni e minacce nel Tarantino: i Carabinieri applicano il Codice Rosso. Un 30enne di Torricella, in provincia di Taranto, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito e minacciato ripetutamente la madre convivente. L’intervento dei militari è scattato nella serata di lunedì, in seguito all’attivazione delle procedure del Codice Rosso dopo la denuncia della donna, esasperata da un clima di terrore che durava da tempo. Secondo le indagini, già il 5 maggio scorso l’uomo avrebbe colpito la madre con un pugno al volto, sottraendole il cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione. L’episodio finale si è verificato l’11 maggio, quando il giovane, dopo il rifiuto della donna di consegnargli denaro per l’acquisto di droga, ha reagito con estrema violenza. La vittima è riuscita a fuggire e a raggiungere la caserma, permettendo ai Carabinieri di rintracciare il figlio e trasferirlo nel carcere di Taranto su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Non è il primo episodio, ha raccontato la donna che ha chiamato i carabinieri e che hanno attivato il Codice Rosso. È accusato di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia un 27enne di Ginosa, arrestato dopo aver aggredito e minacciato di morte la madre. L’ha assalita dopo la richiesta di denaro per l’acquisto della droga. Non è il primo episodio, ha raccontato la donna che ha chiamato i carabinieri e che hanno attivato il Codice Rosso. Una situazione di disagio familiare protratta nel tempo, in solitudine. 

Sua madre e suo fratello si sarebbero rifiutati di dargli il denaro richiesto. Da lì la situazione è precipitata Una notte di terrore e tensione quella che si è consumata la scorsa notte nel cuore di Matino, dove un 37enne, già ai domiciliari, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, estorsione, porto di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo avrebbe richiesto alla madre e a suo fratello del denaro probabilmente da destinare all’acquisto sostanze stupefacenti e, al rifiuto dei familiari la situazione è precipitata. L’uomo avrebbe così cominciato a lanciare oggetti dal balcone e verso i propri congiunti tra cui anche una roncola e persino una bombola di gas facendola rotolare giù per le scale del condominio. All’arrivo dei militari l’uomo ha tentato invano una disperata fuga sui tetti delle abitazioni vicine, muovendosi tra le tegole nel buio della notte rischiando anche di rimanere gravemente ferito. Dopo un inseguimento rocambolesco i militari sono riusciti a bloccarlo in strada dove è stato arrestato.

Il bilancio della Polizia nel 173° anniversario: in calo i reati, ma crescono stalking, maltrattamenti e violenza negli stadi

Alle tre bambine non dava neanche da mangiare. Nonostante tutto il Tribunale per i Minori le ha affidate alla madre che ha intrapreso un percorso di riabilitazione dalla droga Avrebbe ripetutamente picchiato e insultato suo marito e le loro figlie, all’epoca dei fatti, di 7, 6 e 5 anni, privando queste ultime del cibo, della scuola e delle più elementari cure. La storia si sarebbe consumata, negli anni scorsi, in un paese dei Monti Dauni. Per questa vicenda, è in attesa di giudizio una donna di 50 anni, imputata per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il processo è alle battute finali: nelle prossime settimane è prevista la requisitoria del pubblico ministero. Il convivente della donna si è costituito parte civile, anche in nome e per conto delle tre figlie. Queste ultime, confermarono le accuse durante l’incidente probatorio. Il tribunale dei minori di Bari, però, ne ha disposto l’affidamento alla madre, ritenendo che l’imputata abbia intrapreso un percorso di riabilitazione: in base al capo d’accusa, infatti, la donna avrebbe agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

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