Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

megamark

magellano

C’è la testimonianza di una persona, che ha riferito di averlo visto in volto con ancora in mano il coltello sporco di sangue. È stato convalidato il fermo di Maurizio Pastore, il 42enne barese accusato di aver ucciso a coltellate il 39enne Amleto Magellano sabato scorso in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi. L’uomo, interrogato oggi dal gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere: il giudice, in seguito alla convalida, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’accusa è quella di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà . Contro Pastore c’è la testimonianza di una persona, che ha riferito di averlo visto in volto con ancora in mano il coltello sporco di sangue. Il movente, al momento, non è ancora chiaro, ma la moglie della vittima ha riferito che in passato Pastore avrebbe cercato di colpire il 39enne con un martello, per questioni legate alla ristrutturazione di un bagno. Magellano è stato colpito con più fendenti al torace, ed è deceduto poco dopo il suo arrivo al Policlinico. 

Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia nell’istituto di medicina legale del Policlinico. Sarà eseguita domani (martedì 20 gennaio), nell’istituto di medicina legale del Policlinico, l’autopsia sul corpo di Amleto Magellano, il 39enne accoltellato mortalmente sabato pomeriggio in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi di Bari.L’incarico è stato conferito al prof. Biagio Solarino. I primi risultati potrebbero conoscersi già nel pomeriggio. L’esame dovrà chiarire le cause del decesso, se i fendenti abbiano colpito organi vitali, provocando uno shock emorragico, che avrebbe determinato la morte. L’arma non sarebbe stata ritrovata.L’omicidio è avvenuto in pochi istanti, tra la gente, non lontano dall’abitazione della vittima. Magellano, già noto alle forze dell’ordine, aveva ormai preso le distanze da un passato un po’ turbolento. Sposato, lavorava come operaio all’Amiu.Le indagini sono affidate ai carabinieri del comando provinciale di Bari, coordinati dalla Procura, che non escludono alcuna ipotesi. Si scava nel suo passato e tra i contatti più recenti per risalire all’assassino e al movente

Amleto Magellano, 39 anni, volto noto alle forze dell’ordine, lascia moglie e due bambini . Nottata di interrogatori e indagini serrate per dare un nome e un volto all’assassino di Amleto Magellano, 39 anni, già noto alle forze dell’ordine, morto sabato sera al pronto soccorso del Policlinico dopo essere stato accoltellato nel tardo pomeriggio in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi. In queste ore i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile stanno cercando l’arma del delitto – probabilmente un coltello – e tentano di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo. Non sembrano esserci telecamere che possano aver immortalato il luogo dell’accoltellamento. Sono molti, invece, gli impianti di videosorveglianza delle strade vicine, come corso Benedetto Croce o via Giulio Petroni. I militari, coordinati dal pm di turno Maria Cristina De Tommasi, hanno sentito i residenti della zona – alcuni hanno riferito solo di aver sentito delle urla – e le persone più vicine alla vittima. Secondo quanto ricostruito fino ad ora, tutto si è svolto per strada: il 39enne – questa è la tesi più accreditata – pare abbia litigato con una persona che l’ha colpito al torace, raggiungendo probabilmente organi vitali. Nonostante la corsa verso il Policlinico, Magellano ha avuto un arresto cardiaco dopo essere arrivato al pronto soccorso. Pare che fosse già arrivato in condizioni disperate. In queste ore i carabinieri stanno lavorando per risalire al movente: al setaccio le sue frequentazioni e la cerchia delle sue conoscenze. Amelto Magellano lascia la moglie e due bambini.

gilca-srl-giugno
deliziosa