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Made in Europe

Privilegi speciali, deroghe e incentivi per creare l’auto elettrica urbana più economica d’Europa. Bruxelles si prepara a rivoluzionare il mercato europeo con una nuova categoria di auto elettriche piccole “Made in Europe”, pensata per contrastare l’avanzata delle auto elettriche cinesi a basso costo e rilanciare la competitività dell’industria continentale. La Commissione vuole introdurre una classe di mini-elettriche ultracompatte dotate di privilegi esclusivi come parcheggi dedicati, accesso prioritario alle colonnine di ricarica e una esenzione di dieci anni dalle future normative europee, incluse quelle di sicurezza e gli standard Euro 7, così da garantire prezzi più bassi, produzione più rapida e una vera alternativa europea ai modelli asiatici più economici. Questa nuova categoria, chiamata provvisoriamente “Sejournette” in riferimento al commissario Stéphane Séjourné, sarà riservata a veicoli costruiti in Europa e con un peso inferiore a 1,5 tonnellate, una soglia pensata per rendere la produzione più efficiente e favorire le auto elettriche leggere, oggi considerate l’unico segmento in cui i produttori europei mantengono un chiaro vantaggio competitivo. Case come Renault, Stellantis e Volkswagen spingono da mesi per norme più flessibili che permettano di lanciare citycar elettriche economiche, capaci di competere davvero nella fascia di prezzo più sensibile del mercato. Tra i modelli che potrebbero beneficiare delle nuove regole figurano la Renault Twingo elettrica, la Citroën e-C3 e alcune versioni leggere della Volkswagen Golf, trasformandosi di fatto nelle potenziali protagoniste delle auto elettriche economiche europee. Il concept si ispira evidentemente alle celebri Kei Car giapponesi, piccole, agili e super convenienti, che dominano la mobilità urbana del Giappone: Bruxelles punta a importare quel successo creando una nuova generazione di auto elettriche urbane low-cost progettate per l’Europa. La proposta arriverà insieme alla revisione del controverso stop ai motori termici dal 2035, un passaggio critico del Green Deal: si valuta la possibilità di prolungare l’uso di ibridi plug-in e range extender per altri cinque anni o di introdurre un target di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2035, lasciando un piccolo margine ai motori a combustione. Tutto sarà rivelato il 16 dicembre, una data che potrebbe ridefinire il futuro delle auto elettriche europee, della mobilità sostenibile e dell’intera strategia industriale dell’Unione.

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