
Barletta, il funerale simbolico per il senza tetto ucciso: “Servono strutture”
È avvenuto davanti alla panchina dove Jacopo si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza Senza

È avvenuto davanti alla panchina dove Jacopo si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza. Senza il feretro, simbolico. Popolare lo chiamano a Barletta i volontari dell’ambulatorio il funerale di Jacopo, davanti alla panchina dove si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza. 48 anni, di Imperia, senza una fissa dimora, era aiutato dai servizi sociali, della chiesa, la Caritas, è morto lo scorso 11 aprile per le ferite riportate dopo una brutale aggressione da parte di un suo coetaneo, anche lui un senza tetto, poi arrestato dai carabinieri inchiodato dai filmati di una telecamera di video sorveglianza e del tenore di alcuni messaggi inviati ad un conoscente in cui raccontava del risentimento nei confronti della vittima. Intervista a Cosimo Matteucci, ambulatorio popolare
Era nato ad Imperia, da qualche mese si era trasferito in città, e qui è morto, in ospedale, a causa delle ferite riportate dopo una violenta aggressione subita da un suo coetaneo. Una comunità scossa quella dei volontari che si prendevano cura di Jacopo, il 49enne senza fissa dimora morto a Barletta dopo una aggressione subita da un suo coetaneo. Interviste a don Cosimo Fiorella, parroco chiesa san Benedetto; Rosa Tuosto, ambulatorio popolare; Lorenzo Chieppa, Caritas

È avvenuto davanti alla panchina dove Jacopo si sedeva e aspettava di cominciare con loro i lavori di giardinaggio per tenere pulita la piazza Senza

Era nato ad Imperia, da qualche mese si era trasferito in città, e qui è morto, in ospedale, a causa delle ferite riportate dopo una
