
Ciccio e Tore, no alla riapertura delle indagini
È stata posta probabilmente la parola fine sulla vicenda dei due fratellini di Gravina. L’istanza era stata presentata dall’avvocato Giovanni Ladisi a marzo scorso su
È stata posta probabilmente la parola fine sulla vicenda dei due fratellini di Gravina. L’istanza era stata presentata dall’avvocato Giovanni Ladisi a marzo scorso su iniziativa di madre e sorella dei ragazzini. Ora il no della Procura di Bari Servizio di Maurizio Spaccavento
La Procura generale di Lecce non accoglie l’istanza della famiglia La Procura generale di Lecce non ha accolto la richiesta della famiglia di Patrizia Nettis di avocare le indagini della Procura di Brindisi sulla morte della giornalista 41enne trovata impiccata il 29 giugno scorso nell’appartamento in cui viveva a Fasano, in provincia di Brindisi. La famiglia, rappresentata dal legale Giuseppe Castellaneta, non ha mai creduto alla tesi del suicidio e per questo ha già avanzato tre richieste alla Procura di Brindisi affinché disponga l’autopsia. Al momento la richiesta non è stata accolta da parte dei pm titolari del fascicolo. Nelle scorse ore, invece, è giunta la comunicazione di non luogo a procedere da parte della Procura generale di Lecce per l’avocazione delle indagini. Nell’inchiesta per la morte di Patrizia Nettis è indagato un uomo, che in passato ha avuto una relazione sentimentale con la donna. L’imprenditore è accusato di istigazione al suicidio e atti persecutori.
Saranno messi in sicurezza alcuni reperti emersi nel sopralluogo del 23 marzo scorso. L’obiettivo è quello di trovare elementi utili per chiedere la revisione del processo, per poi dimostrare l’innocenza di Colamonico L’omicidio di Bruna Bovino a Mola di Bari. Dopo aver ottenuto un nuovo sopralluogo nel centro estetico dell’estetista italo-brasiliana, il generale Luciano Garofano ha messo a segno un altro colpo. I giudici della seconda sezione della Corte di Assise d’Appello di Bari, gli stessi che hanno condannato l’ex amante di Bruna, Antonio Colamonico, a 26 anni e 6 mesi di reclusione, hanno accolto l’istanza dell’ex comandante del Ris di Parma, che ha chiesto di mettere in sicurezza alcuni reperti emersi nel sopralluogo del 23 marzo scorso. Non solo, ha anche ottenuto di visionare alcune delle cose repertate durante le indagini, al fine di ispezionarle e stimarne lo stato di conservazione, ai fini di valutare la possibilità di esperire ulteriori accertamenti. Insomma, il lavoro di Garofano entra sempre più nel vivo. L’obiettivo è quello di trovare elementi utili a chiedere la revisione del processo, per poi dimostrare l’innocenza di Colamonico. Le cose che andranno messe in sicurezza dai carabinieri dovranno essere prelevate dal centro estetico entro lunedì prossimo, dopodiché il locale sarà definitivamente restituito ai legittimi proprietari.

È stata posta probabilmente la parola fine sulla vicenda dei due fratellini di Gravina. L’istanza era stata presentata dall’avvocato Giovanni Ladisi a marzo scorso su

La Procura generale di Lecce non accoglie l’istanza della famiglia La Procura generale di Lecce non ha accolto la richiesta della famiglia di Patrizia Nettis

Saranno messi in sicurezza alcuni reperti emersi nel sopralluogo del 23 marzo scorso. L’obiettivo è quello di trovare elementi utili per chiedere la revisione del
