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Ispettorato del lavoro

Le indagini avrebbero inoltre documentato condizioni abitative ritenute degradanti all’interno di un casolare rurale. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brindisi hanno arrestato un uomo, legale rappresentante di una cooperativa, nell’ambito di un’indagine sul presunto sfruttamento di braccianti agricoli impiegati nelle campagne tra le province di Brindisi e Taranto. L’arresto è stato eseguito in flagranza al termine di un’attività investigativa condotta con il supporto dell’Ispettorato del Lavoro e dei militari della Compagnia di Francavilla Fontana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni lavoratori sarebbero stati costretti a turni di circa dieci ore al giorno con compensi inferiori rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale di categoria. Le indagini avrebbero inoltre documentato condizioni abitative ritenute degradanti all’interno di un casolare rurale nella disponibilità dell’indagato, successivamente sequestrato insieme al mezzo utilizzato per il trasporto dei lavoratori. Secondo l’accusa, i braccianti sarebbero stati impiegati senza regolare contratto, senza visite mediche e senza formazione sulla sicurezza, pur utilizzando attrezzature considerate pericolose. Uno dei lavoratori identificati sarebbe risultato inoltre privo di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. L’inchiesta, definita dagli investigatori “lampo”, è partita alla fine di marzo dopo la denuncia presentata da un altro lavoratore agricolo. Su disposizione della Procura di Brindisi l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per circa 20mila euro.

Su 88 lavoratori verificati, 33 sono stati trovati in posizione irregolare, 9 impiegati in nero. 33 imprenditori denunciati, quattro attività imprenditoriali sospese, in un caso per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza. È il bilancio dell’attività ispettiva condotta dai Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Lecce, in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e il Comando Provinciale di Lecce nei settori agricolo e dei pubblici esercizi nei comuni di Lecce, Gallipoli, Nardò, Copertino, Ugento, Otranto, Veglie, Carmiano, Guagnano e Salice Salentino. Sono state sottoposte a controllo 38 aziende di cui 34 risultate irregolari. Su 88 lavoratori verificati, 33 sono stati trovati in posizione irregolare, 9 impiegati in nero. Contestate sanzioni amministrative per oltre 45 mila euro, oltre ad ammende complessive per un importo complessivo pari a oltre 274 mila euro. 

Sospese 16 attività imprenditoriali. I militari del Nucleo ispettorato del lavoro di Lecce tra ottobre e novembre hanno controllato complessivamente 51 aziende attive in vari settori, tra cuiedilizia, commercio e agriturismo-ristorazione. Sono state riscontrate diverse irregolarità come l’impiego di lavoratori in nero e gravi violazioni in materia di sicurezza. Per questo sono state disposte 16 sospensioni di attività imprenditoriali. Comminate ammende per un totale di 220.000 euro e sanzioni amministrative pari a 63.500 euro. Complessivamente, 40 persone sono state denunciate.

Segnalate all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e all’Agenzia delle Entrate due attività Oltre un milione di euro non dichiarati per un totale di 150 mila e più di I.V.A evasa. Questo il bilancio emerso da alcuni controlli della Guardia di finanza di Taranto a seguito di un’operazione volta a contrastare l’evasione fiscale. Tra le imprese ispezionate due aziende di Taranto e Pulsano, rispettivamente attive nell’ambito del commercio al dettaglio di carni e della ristorazione, all’interno delle quali sono stati individuati complessivamente anche quattro lavoratori ‘in nero’. Motivo per cui, oltre che all’Agenzia delle Entrate, è stata avanzata una segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro finalizzata alla sospensione dell’attività.

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