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Diversi i temi affrontati dal presidente del Movimento 5 Stelle in un’intervista a Telenorba. Global Sumud Flotilla, Irpef e il suo nuovo libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”. Sono questi alcuni dei temi affrontati su Telenorba da Giuseppe Conte. Qui di seguito l’intervista del vice direttore del TgNorba Antonio Procacci al presidente del Movimento 5 Stelle.

Roma ha avviato la procedura che affida al governatore Decaro l’incarico di commissario ad acta per attuare il piano di risanamento. Ammonta a 349 milioni e 300 mila euro il deficit 2025 della sanità pugliese come certificato dal tavolo di verifica convocato a Roma dai Ministeri di economia e salute al quale hanno partecipato l’assessore alla sanità Pentassuglia e il direttore di dipartimento Montanaro. Roma ha avviato la procedura che affida al governatore Decaro l’incarico di commissario ad acta per attuare il piano di risanamento. Sul tavolo la regione ha messo 120 milioni, recuperati dai tagli al bilancio autonomo, di cui 30 milioni tagliati ai costi del consiglio regionale. Ma non basta. I 230 milioni rimanenti arriveranno dall’aumento dell’Irpef sui cittadini. La stangata colpirà i redditi tra 28 e 50 mila euro e quelli oltre i 50 mila euro. In soldoni 108 euro in più all’anno per il terzo scaglione e fino a 1200 euro per i redditi più alti. Ma i conti non tornano. All’appello mancherebbero circa 70 milioni. E questo costringerà ad un aumento anche sullo scaglione inferiore da 15 a 28 mila euro che colpirebbe la fascia più ampia di contribuenti, circa 750 mila pugliesi. I ministeri hanno anche sollecitato l’attuazione del piano operativo. Tradotto, oltre a tagli e tasse, la sanità pugliese deve cominciare una seria cura dimagrante su piccoli ospedali, reparti e posti letto.

Una simulazione della stangata fiscale allo studio della giunta regionale per coprire il deficit della sanità. La coperta è corta per coprire il buco della sanità pugliese da 369 milioni di euro. Dai tagli lineari a dipartimenti, avanzi di amministrazione e costi della politica la Regione Puglia conta di recuperare tra 120 e 140 milioni. Il resto, circa 229 milioni, arriverà dal prelievo dalle tasche dei cittadini con l’aumento dell’Irpef oggi al minimo con aliquote dall’1,23% al 2,33% suddivisi su quattro scaglioni. La giunta Decaro punta a salvare le fasce deboli fino a 28 mila euro, circa 1 milione e 300 contribuenti. La stangata si dovrebbe concentrare sui due scaglioni sopra i 28 mila euro: circa 600 mila persone, ma non basterà. Con un aumento dello 0,5%, infatti, il gettito stimato non supera i 60 milioni, poco più di un terzo del necessario. Per arrivare a 2229 milioni bisognerebbe ritoccare l’aumento fino all’1,5 o 2%. Un salasso da circa 200 euro in più per redditi da 40 mila euro e fino a 700–800 euro per redditi più alti. In alternativa si dovrebbe allargare la platea alle due fasce più povere. Il sacrificio sarebbe diffuso ma più leggero: circa 75 euro sotto i 15 mila, 120–130 euro tra 15 e 28 mila, fino a 220 euro tra 28 e 50 mila e oltre 300 euro sopra i 50 mila.

C’è una una sola certezza: evitare di infilare le mani nelle tasche dei cittadini con l’aumento di Irpef e ticket sanitari, come accaduto in altre regioni Servizio di Francesco Iato

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