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Il report dell’ANBI e la denuncia di Coldiretti sul paradosso delle perdite di rete e della mancata capacità di accumulo. In appena sette giorni la Puglia ha perso 12,66 milioni di metri cubi d’acqua dagli invasi pur mantenendo un livello di riempimento del 77% grazie alle abbondanti piogge cadute tra inverno e primavera 2026. Questo dimostra che la risorsa idrica è presente ma va trattenuta, poiché senza nuove infrastrutture idriche il patrimonio accumulato rischia di disperdersi rapidamente sotto la spinta delle temperature estreme e delle condotte colabrodo che continuano a causare gravi perdite della rete idrica. Per questo motivo Coldiretti Puglia, in occasione dell’Assemblea nazionale dell’ANBI a Roma, rilancia la necessità di passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione strategica, accelerando la realizzazione di nuovi invasi, il completamento delle opere e l’ammodernamento della rete di distribuzione per garantire l’approvvigionamento idrico alle imprese agricole e ai cittadini. L’acqua rappresenta la più grande infrastruttura strategica del Paese, una risorsa essenziale che genera sviluppo, produce energia, garantisce la sicurezza alimentare e tutela il territorio. Di fronte all’avanzare di siccità e desertificazione non si possono più rincorrere le emergenze, ma servono scelte immediate e investimenti concreti per aumentare la capacità di accumulo idrico e garantire l’autosufficienza del settore agricolo, accelerando l’apertura dei cantieri per le opere già progettate. Ogni anno in Italia cade molta pioggia ma se ne trattiene solo una minima parte rispetto ad altri Paesi europei, un paradosso non più accettabile per chi subisce la crisi idrica e vede i raccolti compromessi o è costretto a rinunciare al patrimonio zootecnico. Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche dell’ANBI, le elevate temperature estive stanno determinando una rapida diminuzione delle riserve, nonostante il recupero di circa 76 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi della Capitanata rispetto a fine 2025 e il fatto che in Basilicata gli invasi di Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello mantengano l’81% del volume autorizzato. Le piogge del 2026 hanno dato respiro alle campagne pugliesi, ma i cambiamenti climatici impongono un’alternanza frequente tra precipitazioni intense e lunghi periodi di siccità, rendendo fondamentale trattenere l’acqua quando c’è per i mesi estivi. Il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore Pietro Piccioni confermano che il problema principale risiede nell’incapacità del sistema di conservare l’acqua che arriva con eventi meteorologici intensi e concentrati, e per questo è indispensabile accelerare la cantierabilità delle opere previste dal piano invasi, ridurre le dispersioni e trasformare ogni precipitazione in una riserva strategica per rendere il sistema idrico regionale resiliente e competitivo.

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