
Inchiesta Lodispoto: i sindaci di quattro città chiedono le dimissioni
POLITICA Il presidente della provincia Bat è coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione. La richiesta arriva dai sindaci di Bisceglie, Trani, Andria e San Ferdinando
Il presidente della provincia Bat è coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione. La richiesta arriva dai sindaci di Bisceglie, Trani, Andria e San Ferdinando. I sindaci di Bisceglie Angelantonio Angarano, di Trani Amedeo Bottaro, di Andria Giovanna Bruno e di San Ferdinando di Puglia Michele Lamacchia, del Partito democratico, hanno chiesto le dimissioni del presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per corruzione, insieme ad altre 4 persone. “Piena fiducia nell’operato della magistratura e convinzione nella corretta e ampia collaborazione dei soggetti coinvolti”, scrivono in una nota, spiegando che la questione provinciale “resta politica”. I sindaci scrivono che già da tempo hanno “ritirato l’appoggio di maggioranza al presidente Lodispoto, chiedendone verifica formale a fine novembre, dalla quale emergeva la carenza dei minimi presupposti utili a proseguire con serenità ed efficacia l’azione politico-amministrativa”. Aggiungendo che la “mancata partecipazione alla sessione di bilancio di metà e fine dicembre, ha ulteriormente cristallizzato questo stato di cose”. Per questo hanno chiesto a Lodispoto di prendere atto di questo impasse e conseguentemente di rendere agevole un nuovo corso politico per l’Ente Provincia che ha da raggiungere importanti e attesi obiettivi di miglioramento delle Comunità della sesta provincia pugliese, considerando anche l’imminente voto primaverile che interesserà il rinnovo del consiglio provinciale e a cui sarebbe opportuno si abbinasse pure il cambio al vertice”.
Tra indagati l’ex assessore Delli Noci: per lui nessuna misura Disposto il carcere per l’imprenditore Alfredo Barone, 69 anni mentre vanno agli arresti domiciliari il suo socio Marino Congedo, 82 anni, di Galatina e Maurizio Laforgia, ingegnere barese. Nei confronti di altri quattro indagati sono state disposte altrettante misure interdittive. La misura cautelare è stata eseguita dalla guardia di Finanza di Lecce nell’ambito dell’inchiesta su un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione con al centro un presunto giro di favori in cambio di sostegno elettorale. Gli interrogatori preventivi erano stati fatti il 10 e 11 giugno a carico di 11 persone. Tra gli indagati era stato ascoltato anche l’ex assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci, per il quale la Procura aveva inizialmente chiesto gli arresti domiciliari: nei suoi confronti non è stata emessaalcuna misura cautelare.
L’ex assessore si dimette anche da consigliere regionale dopo l’interrogatorio davanti al gip

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