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50 gli imputati accusati anche di estorsioni e furti Sono 44 gli imputati che andranno a giudizio con rito abbreviato davanti alla Gup del tribunale diBari Susanna De Felice (che emetterà sentenza nel corso dei prossimi mesi); mentre altri sei saranno giudicati con rito ordinario presso il tribunale di Foggia a partire dall’11 dicembre. Si è conclusa così l’ultima fase dell’udienza preliminare del procedimento denominato Mare e Monti, natodall’operazione contro la mafia garganica portata a termine dai carabinieri nell’ottobre del 2024.Sono 50 le persone imputate e ritenute affiliate al clan Li Bergolis Miucci. Sono accusate a vario titolo anche di mafia, estorsioni, rapine e furti compiuti nei territori di Manfredonia, Mattinata, Vieste e Monte Sant’Angelo. Questi Comuni si sono costituiti parti civili insieme all’associazione Giovanni Panunzio, alla Fai Antiracket, alla Regione Puglia, oltre alle persone offese.

Il Tribunale di Trani ha condannato, rispettivamente a 18 e 5 anni, i due imputati nel processo per l’assassinio di Michele Cilli, il 24enne scomparso nel nulla da Barletta lo scorso anno Servizio di Giovanni Di Benedetto

20 anni di carcere per Dario Sarcina, 6 per Cosimo Damiano Borraccino, imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’uccisione del ragazzo svanito nel nulla da Barletta tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Servizio di Giovanni Di Benedetto

In corso il processo per l’uccisione di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022 Chiedono di sapere la verità e garantiscono sulla innocenza dei propri figli, tanto da scriverlo su uno striscione posizionato davanti al carcere di Trani. Così i genitori, e i parenti, di Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, i due giovani imputati nel processo, con il rito abbreviato, per l’omicidio di Michele Cilli, il 24enne svanito nel nulla da Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2022. Nell’aula bunker dell’istituto di pena è in corso l’udienza. La decisione del gup è attesa nel pomeriggio all’esito della discussione del pm e dei legali difensori dei ragazzi, accusati il primo di aver ucciso Cilli e il secondo di aver fatto sparire il cadavere.

In vico Piave, nel 2014, persero la vita due persone La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per il crollo – avvenuto nel 2014 – di uno stabile di vico Piave a Matera, pronunciata dalla Corte d’Appello di Potenza, nella parte in cui si riferisce a due degli imputati. In particolare, la decisione della Suprema Corte riguarda l’ingegner Emanuele Pio Lamacchia Acito, strutturista addetto all’ufficio opere pubbliche del Comune di Matera, e Delia Maria Tommaselli , dirigente del Comune di Matera del settore opere pubbliche. Conseguentemente la Cassazione ha disposto l’annullamento della condanna del comune di Matera, responsabile civile. La Corte ha, invece, confermato la sentenza a carico degli altri imputati.

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