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Il Ministero dell’Ambiente blocca temporaneamente la Valutazione di Impatto Ambientale per il rigassificatore nel porto di Taranto: criticità sull’area del molo polisettoriale e richieste di chiarimenti alla società proponente.. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha sospeso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per il progetto del rigassificatore nel porto di Taranto, previsto nell’area del molo polisettoriale. Il ministero ha chiesto chiarimenti alla società proponente, Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, bloccando temporaneamente l’iter autorizzativo. La decisione arriva a cinque mesi dalla presentazione dell’istanza, avvenuta il 10 ottobre. Anche sul sito ufficiale del Mase la procedura risulta attualmente sospesa. Chi c’è dietro il progetto del rigassificatore di Taranto La società Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, con sede a Milano, è controllata per il 95% da Denali GNL (Ginevra) e per il 5% da Belenergia, già attiva nella realizzazione del parco eolico offshore a Taranto. Il progetto del rigassificatore terrestre a Taranto prevede un investimento di circa 600 milioni di euro e una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Di questi, circa 3 miliardi potrebbero essere destinati all’ex Ilva, con l’obiettivo di favorire il passaggio dagli altiforni ai forni elettrici e accelerare la decarbonizzazione della produzione di acciaio. Perché il Mase ha sospeso la Via Nella comunicazione ufficiale, la Direzione generale per le valutazioni ambientali del Mase ricorda che il 2 febbraio l’istanza era stata dichiarata procedibile, avviando la fase di consultazione pubblica. Tuttavia, sono emerse due criticità principali: la compatibilità del rigassificatore con le attività già presenti al molo polisettoriale; la necessità di maggiori informazioni sugli assetti proprietari della società proponente. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha infatti segnalato che l’area individuata per l’impianto rientra in una concessione demaniale marittima già assegnata alla San Cataldo Container Terminal Spa, destinata allo sviluppo di un terminal multipurpose per traffici commerciali, container, merci varie e ro-ro. Secondo quanto rilevato, l’area non sarebbe attualmente disponibile per l’insediamento del nuovo impianto. Per questo motivo, il ministero ha chiesto alla società di fornire chiarimenti entro 30 giorni, disponendo nel frattempo la sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Le richieste del ministero alla società Oltre ai chiarimenti sulla disponibilità dell’area portuale, il Mase ha richiesto la trasmissione di un’autodichiarazione dettagliata sugli assetti proprietari della società proponente, sull’eventuale controllante e sulla consistenza del capitale sociale. Le criticità sollevate dal Comune di Taranto Anche il Comune di Taranto, attraverso la commissione Ambiente, ha espresso perplessità sul progetto del rigassificatore nel porto. In una prima analisi sono emersi elementi di criticità legati a: impatto sui residenti delle aree limitrofe. sicurezza ambientale; sicurezza dell’impianto; tutela della fauna; compatibilità urbanistica e paesaggistica;

Con il via libera legale e la ricerca di nuovi fondi, l’azienda punta a completare il progetto entro il 2028

Respinto il ricorso del Consorzio Asi, validi i 5 metri di distanza tra binari e banchina Servizio di Francesco Iato Montaggio Ivan Ciavarella

All’iniziativa, promossa dalla Cgil, hanno aderito movimenti e associazioni Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo Intervistati: Antonio Macchia, segretario Cgil Brindisi Roberto Fusco, M5S

Le motivazioni spiegate nel corso di una conferenza stampa Servizio di Pamela Spinelli, riprese e montaggio di Francesco Afrune. Intervista a Roberto Fusco, consigliere comunale Cinquestelle Brindisi.

Presentata a Brindisi una ricerca commissionata da Confindustria Servizio di Pamela Spinelli Montaggio: Francesco Afrune Intervistati:  Massimiliano Valerii (direttore Censis), Gabriele Lippolis (Presidente Confindustria Brindisi)

Il sindaco Pino Marchionna ha fatto sapere che non rilascerà dichiarazioni sull’incontro fino a quando non avrà riferito alla Conferenza dei capigruppo convocata per giovedì mattina A margine degli incontri che Edison ha tenuto a Brindisi nelle ultime ore, si registra una nota dei consiglieri di opposizione che esprimono “preoccupazione” e “sconcerto” per “le modalità e i tempi” dell’incontro riservato fra l’amministrazione comunale e i rappresentanti della società, promotrice del progetto che prevede la realizzazione nel porto di un deposito di gas Gnl. Il sindaco Pino Marchionna ha fatto sapere che non rilascerà dichiarazioni sull’incontro fino a quando non avrà riferito alla Conferenza dei capigruppo convocata per giovedì mattina. Proprio i capigruppo di opposizione rimarcano come in sede di conferenza si fosse raggiunta l’intesa per la programmazione di una serie di audizioni con Rfi, Enac, Arpa, Asi ed Enel Logistics necessarie a verificare le interferenze e le ricadute che la realizzazione dell’impianto avrà sullo sviluppo dell’area destinata e soprattutto per le infrastrutture esistenti e per gli investimenti futuri. E chiedono che gli incontri, propedeutici al consiglio comunale monotematico su Edison, così come stabilito nella conferenza dei capigruppo, avvengano nel più breve tempo possibile e nella massima trasparenza”.

Durissimo l’ex sindaco di Brindisi Riccardo Rossi dal palco allestito sulla banchina del porto interno per la manifestazione, organizzata dalla Cgil, contro il deposito di Gnl che Edison intende realizzare a Costa Morena est Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Michele De Vitti

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