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giuseppe lacarpia

L’uomo sarebbe stato considerato una presenza fastidiosa in cella. Gli ulteriori dettagli dell’inchiesta . Parlava da solo, pregava, camminava da un lato all’altro della cella anche fino alla dieci, le 11 di sera. A volte non riusciva a trattenere i suoi bisogni fisiologici. Sarebbe stato considerato una presenza fastidiosa Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina finito in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie e secondo la procura assassinato il 22 ottobre 2024 da Saverio Scarano, suo compagno di cella arrestato ieri con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. “Questo mi ha stancato”, avrebbe detto di lui Scarano secondo quanto riferito al pm da Vincenzo Guglielmi, uno dei 7 compagni di cella di Lacarpia, pure lui arrestato per un altro tentato omicidio. É lui a raccontare per primo che Lacarpia non si era suicidato. Gli inquirenti, anche sulla base delle testimonianze di altri due detenuti, sostengono che Scarano abbia simulato il suicidio, stringendogli un cappio attorno al collo, legato alla testiera del letto. Lacarpia – in base alla ricostruzione della procura- era accusato di aver chiuso la moglie in macchina per poi dare fuoco al mezzo: dopo che la donna era riuscita ad uscire dalla macchina lui si sarebbe messo a cavalcioni sopra di lei, fino a sfondarle lo sterno. Alcuni ragazzi di passaggio filmarono la scena. La 60enne morì poco dopo in ospedale, ma in sede di interrogatorio Lacarpia negò le accuse, dicendo che in realtà stava solo cercando di rianimarla. Il pomeriggio prima della sua morte, aveva ottenuto il permesso di andare sulla tomba della moglie. Tornato in cella avrebbe detto ai compagni: “Adesso posso anche morire “. Sempre Guglielmi racconta che a quel punto Scarano gli avrebbe detto ridendo e scherzando: “Ti aiuto io”. Nell’ambito dell’inchiesta è finito agli arresti domiciliari, anche se detenuto per altre vicende, il 24enne Vincenzo Michele Guglielmi, accusato – in concorso con Scarano – del tentato omicidio del compagno di cella Mirko Gennaro, il 19 ottobre 2025. Pare che il motivo di tensione fra i due fosse legato al fatto che Guglielmi era stato informato del fatto che Gennaro in passato avesse collaborato con la giustizia.  La presunta vittima ha raccontato ai pm che i due arrestati lo avrebbero prima picchiato per poi simulare un’impiccagione legandolo con un cappio alle sbarre della finestra: i primi due tentativi andarono a vuoto perché il laccio si ruppe, ma anche il terzo tentativo non riuscì perché Gennaro svenne. Guglielmi venne sentito dal pm 4 volte: le prime due negò ogni coinvolgimento, nel corso dei colloqui successivi ammise di aver picchiato il compagno ma negò di aver cercato di impiccarlo. 

Il 65enne di Gravina si è suicidato in carcere a Bari, detenuto per l’omicidio della moglie Maria Arcangela Turturo In corso l’autopsia sulla salma di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina suicidatosi nella sua cella del carcere di Bari, dove era stato portato il 6 ottobre scorso perché ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Maria Arcangela Turturo. Il pubblico ministero di turno Claudio Pinto ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ipotesi formulata per poter consentire alla procura di procedere con l’accertamento necroscopico. L’uomo, sul quale era in corso una perizia sul suo stato mentale, si era proclamato innocente.

L’uomo, assistito dal difensore d’ufficio, ha fornito la sua versione dei fatti, al momento non emergono indiscrezioni Ha risposto alle domande del gip Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina in carcere con l’accusa di  aver ucciso la moglie Maria Arcangela Turturo, inscenando un incidente stradale e soffocandola, dopo averla schiacciata con il peso del suo corpo. L’uomo, assistito dal difensore d’ufficio, ha fornito la sua versione dei fatti, al momento non emergono indiscrezioni.

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale, lunedi sarà interrogato dal Gip di Bari Servizio di Linda Cappello Riprese e montaggio Orazio Corbacio Intervista a Fedele Lagreca, sindaco di Gravina in Puglia

Per il gip Lacarpia è pericoloso e violento Servizio di Linda Cappello

Il gip non convalida il fermo, ma firma ordinanza di custodia Resta in carcere Giuseppe Lacarpia, il 65enne accusato d’aver ucciso la moglie, Maria Arcangela Turturo, di 60 anni. Lacarpia, la notte del 6 ottobre, a Gravina, avrebbe dato fuoco alla sua auto mentre la moglie era ancora all’interno e poi, quando la donna ha provato a fuggire, l’avrebbe immobilizzata a terra causandole fratture alle gambe e al torace. Proprio per accertare l’esatta dinamica dei fatti, la procura ha disposto una nuova consulenza medico legale sulla salma. Affidato ad un ortopedico l’incarico di accertare la compatibilità delle molteplici fratture trovate sul corpo della vittima con la ricostruzione della vicenda. Il gip nell’ordinanza descrive l’uomo come un soggetto estremamente pericoloso, violento, calcolatore e privo di ogni inibizione”. Lacarpia si trova ancora in ospedale per accertamenti. 

Un precedente che la difesa potrebbe utilizzare per sostenere l’incapacità di intendere e di volere Servizio Linda Cappello

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