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fiume Trigno

Ai nostri microfoni il disperato appello della moglie e della mamma. Almeno un corpo su cui piangere, chiede. La speranza che suo marito sia ancora vivo Vanessa l’ha ormai persa. Convinta, dopo giorni di ricerche, che l’auto sulla quale viaggiava sia rimasta sotto la campata del viadotto sul fiume Trigno della statale 16 crollato all’improvviso lo scorso 2 aprile a causa del maltempo che imperversava sul Molise. Domenico Racanati, 53 anni, era diretto ad Ortona, doveva ritirare la barca che aveva acquistato, le comunicazioni con la famiglia si interrompono proprio sul ponte. Interviste a Vanessa Racanati, moglie di Mino; Angela Mastrapasqua, mamma di Mino

Dai filmati di Anas risulta un transito non autorizzato di due veicoli all’interno dell’area. Ma da un’app sul cellulare della moglie di Domenico si ricaverebbe invece che l’uomo non avrebbe forzato alcun varco. Una famiglia che da giorni vive nell’angoscia, temono il peggio oramai la moglie, le due figlie, i fratelli e la mamma di Domenico Racanati, disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, in Molise, la sera del 1 aprile scorso. Le ricerche del pescatore non danno esito, fino a questo momento è stata trovata solo la targa insieme al paraurti della Fiat Bravo sulla quale viaggiava in direzione Ortona dove era atteso per ritirare una barca da poco acquistata. Il conducente dell’auto che lo precedeva ha detto di aver visto nello specchietto retrovisore una macchina precipitare nel vuoto su un tratto che l’Anas, a seguito delle eccezionali condizioni meteo che avevano interessato il territorio tra l’Abruzzo e il Molise, spiega di aver interdetto al traffico per 7 chilometri e 200 metri a partire dalle ore 19.00, in prossimità della rotatoria di Petacciato, in provincia di Campobasso, provenendo da Sud, e da nord a San Salvo marina, in provincia di Chieti. E dai loro filmati risulta un transito non autorizzato di due veicoli all’interno dell’area. Da un’applicazione sul cellulare della moglie di Domenico si ricaverebbe invece che l’uomo non avrebbe forzato alcun varco, ritrovandosi, forse guidato dal navigatore satellitare, su una strada alternativa che portava comunque al ponte ma senza la presenza dei new jersey. E le comunicazioni, come ha sempre spiegato la signora Vanessa, si interrompono all’altezza del viadotto crollato che, secondo l’Anas, come altre opere, è sottoposto a controlli periodici dell’intero impalcato e ad attività di manutenzione ordinaria, che riguardano il piano viabile, le barriere di sicurezza e la segnaletica.

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