Taranto, al via bonifica per dissalatore vicino al fiume Tara
Tecnici al lavoro a un chilometro dal fiume per garantire la sicurezza del cantiere per il progetto da 129 milioni di euro
Tecnici al lavoro a un chilometro dal fiume per garantire la sicurezza del cantiere per il progetto da 129 milioni di euro
“Le parole non bastano più, adesso servono i fatti” dicono “Il dissalatore non lo vogliamo né sul fiume Tara e né altrove”. A gridarlo sono gli ambientalisti di Rete difesa fiume Tara che ricordano il 3 febbraio scorso quando 17 consiglieri comunali votarono contro il progetto impegnandosi anche a fare ricorso al Tar. “Molti di quei consiglieri, scrivono gli attivisti, sono ancor seduti in consiglio e devono dimostrare di non aver preso in giro la città. Le parole non bastano più, adesso servono i fatti”.
Secondo gli ambientalisti sarebbero state violate le principali direttive e regolamenti ambientali europei Il Comitato per la difesa del territorio ionico ha presentato una denuncia alla Commissione europea contro il progetto di dissalazione sulle sorgenti del fiume Tara. Secondo gli ambientalisti sarebbero state violate le principali direttive e regolamenti ambientali europei, come emerge dal Paur e dagli atti istruttori. Il comitato pertanto chiede, in un comunicato, la verifica della conformita’ del progetto alle normative europee e la sospensione dei fondi Pnrr. Risorse naturali essenziali come le sorgenti non possono essere sacrificate per interventi costosi, energivori e mal progettati, si legge nella nota.
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Comune e Arpa hanno già espresso parere negativo al progetto che avrebbe impatti irrimediabili per l’ambiente Servizio Alessandra Martellotti
70 milioni per il dissalatore sul fiume Tara: ambientalisti e associazioni promettono battaglia
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