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Si chiama colchicina, è basso costo ed è impiegato da decenni per la gotta La colchicina, un farmaco a basso costo impiegato da decenni per la gotta, potrebbe ridurre il rischio di infarti e ictus in persone con malattie cardiovascolari. Lo rivela uno studio guidato da Ramin Ebrahimi, dell’Università di Medicina di Greifswald, in Germania. Analizzando 12 studi clinici randomizzati che hanno coinvolto quasi 23.000 pazienti, la revisione ha rilevato che dosing bassi di colchicina, 0,5 mg una o due volte al giorno, somministrati per almeno sei mesi si associano a una minore incidenza di eventi cardiaci e cerebrovascolari rispetto al trattamento standard o al placebo, con un effetto complessivo stimato di circa 9 infarti e 8 ictus evitati ogni 1.000 pazienti trattati. Gli effetti avversi gravi non sono stati incrementati, ma si osservano più frequentemente disturbi gastrici, di solito lievi e transitori. Questi risultati suggeriscono che la colchicina potrebbe offrire un’opzione di prevenzione secondaria economicamente accessibile per ridurre l’onere delle malattie cardiovascolari, sempre tenendo conto della necessità di ulteriori dati su mortalità globale, mortalità specifica per malattia e impatto su tempi di degenza.

Finora è stato somministrato anche a cittadini pugliesi, fra cui Chiara, 63enne tarantina, Ultimamente non è più disponibile, forse a causa delle tensioni in corso tra Stati Uniti ed Euro C’è un farmaco sperimentale salvavita utilizzato in regime di uso compassionevole per trattare forme avanzate di carcinoma polmonare. Si chiama Tarlatamab  e finora è stato somministrato anche a cittadini pugliesi, fra cui una tarantina di 63 anni di nome Chiara. Peccato che ultimamente sia stato stato sospeso, probabilmente a causa delle tensioni commerciali in corso tra Stati Uniti ed Europa. La sospensione mette mette a rischio la continuità terapeutica di numerosi pazienti. Sulla vicenda è intervenuto  anche il sindaco di Taranto Pietro Bitetti iche ha annunciato iniziative istituzionali immediate: “Mi attiverò con il ministero della Salute e con la regione Puglia per richiedere la deroga d’urgenza e garantire la disponibilità immediata del farmaco a Taranto”, ha det

I genitori di Melissa, Rossana Messa e Pasquale Nigri, si dicono sereni : quei soldisono serviti a pagare lo Zolgensma, che da solo costava oltre un milione e ottocentomila euro, le spese per l’hotel e l’ambulanza che ogni giorno trasportava la bambina in ospedale Intervista a: Maria Preite, imprenditrice Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

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