
Violenta rapina ad albergatore, 5 arresti nel Tarantino/VIDEO
Vittima il gestore di un complesso turistico Cinque persone di Manduria sono state arrestate dai carabinieri di Taranto con l’accusa di estorsione, rapina aggravata e
Vittima il gestore di un complesso turistico Cinque persone di Manduria sono state arrestate dai carabinieri di Taranto con l’accusa di estorsione, rapina aggravata e lesioni personali nei confronti di un 55enne, di origini campane, gestore di un complesso turistico a San Pietro in Bevagna. I fatti risalgono al 25 giugno scorso quando i rapinatori, armati e incappucciati, vestiti da netturbini, entrarono in casa della vittima, facendosi consegnare gioielli, due orologi Rolex ed oltre 20 mila euro in contanti. L’imprenditore tentò di fuggire durante la rapina, ma venne raggiunto e colpito con il calcio della pistola alla testa. Dalle indagini è emerso che tre degli arrestati, prima della rapina, si erano fatti assumere nella struttura ricettiva per conoscere le abitudini della vittima. Tutti gli arrestati sono già noti alle forze dell’ordine.
Scattato anche il sequestro di 82mila euro. L’uomo avrebbe rivolto alla vittima esplicite minacce di morte Con l’accusa di usura ed estorsione aggravata verso il titolare di un bar, la Polizia ha arrestato, a Taranto, un 56enne, nei confronti dei quali è scattato anche un sequestro, finalizzato alla confisca, di 82mila euro. Le indagini della Squadra Mobile, hanno preso il via dalla denuncia del commerciante, il quale, per fronteggiare i problemi economici, a partire dal maggio del 2020, si era rivolto all’indagato per ottenere un prestito. In due anni la vittima avrebbe consegnato all’indagato circa 82mila euro, pattuendo sempre un tasso mensile di gran lunga superiore alla soglia legale. Inoltre il 56enne avrebbe rivolto alla vittima minacce di morte sia personalmente che tramite terze persone.
Una 43enne e il suo compagno minacciavano la madre di lei e una sua nipote, rivolgendo alle vittime frasi del tipo: “Dovete finire nella tomba” Utilizzavano forbici e coltelli per intimorire le vittime, rivolgendo loro frasi del tipo: “Dovete finire nella tomba”. Una donna e il suo compagno minacciavano in questo modo la madre di lei e una sua nipote per estorcere denaro per l’acquisto di droga e alcol. I due, entrambi 43enni di Barletta, sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa, in concorso, di atti persecutori ed estorsione. Secondo quanto accertato, gli indagati adottavano comportamenti così tanto violenti da far scaturire nelle due vittime uno stato di ansia e di terrore , tale che una di loro si è poi trasferita in una località del Nord Italia.
Obbligo di soggiorno a Brindisi per 4 anni per un affiliato alla Sacra Corona Unita E’ sotto sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Brindisi per 4 anni, un affiliato alla Sacra Corona Unita, arrestato lo scorso settembre dalla Squadra mobile, assieme a un complice, per tentata estorsione, aggravata dall’intento di agevolare l’attività delle locali associazioni di tipo mafioso. I due erano stati poi condannati dal tribunale di Lecce. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’affiliato alla criminalità organizzata aveva esercitato pressioni sul giovane organizzatore della festa ‘Ave Maris Stella’ al Casale, perche’ si facesse da parte. “E’ roba mia”, gli aveva detto l’uomo, pretendendo 10 mila euro dal giovane, che aveva iniziato a contattare gli ambulanti per il posizionamento delle bancarelle in occasione della festa. La Procura aveva poi contestato all’uomo l’aggravante dell’appartenenza all’associazione mafiosa. Il tribunale di Lecce ha accolto la proposta del questore Annino Gargano di applicare la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, in considerazione della pericolosità sociale dell’affiliato alla Sacra Corona Unita.
Fanno parte del clan Strisciuglio, taglieggiavano un commerciante Due giovani di 22 e 25 anni vicini all’articolazione del clan Strisciuglio, che opera nel quartiere Palese di Bari, sono stati arrestati in flagranza per estorsione aggravata dal metodo mafioso da carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bari, e della stazione di Bari Santo Spirito, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Un terzo giovane è stato arrestato qualche ora dopo. L’arresto è stato eseguito in seguito ad una indagine nella quale era emerso il sospetto che un commerciante del quartierefosse vittima del racket da parte di esponenti del clan Strisciuglio, secondo modalità che hanno portato, in passato, all’arresto di altri appartenenti al gruppo. I carabinieri hanno quindi messo sotto controllo il negozio con servizi di osservazione in abiti civili e l’installazione di alcune telecamere nascoste, riuscendo a documentare in diretta l’arrivo dei due giovani e la loro richiesta al negoziante di pagare 5.000 euro. Vista la caratura criminale degli interlocutori e l’intimidazione subita, la vittima ha versato la somma richiesta. I carabinieri hanno quindi seguito all’uscita i due, sottoponendoli ad un controllo e recuperando l’intero importo estorto nonchè altro denaro contante, la cui provenienza è in corso di accertamento. A poche ore di distanza, gli investigatori hanno poi eseguito il fermo di polizia giudiziaria per porto e detenzione illegali di arma aggravata dal metodo mafioso di un altro giovane di 21 anni che, dopo essersi recato nel negozio, ha minacciato con un’arma lo tesso titolare. Gli arresti sono già stati convalidati da gipche ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Estorsioni e guardianie, il movente dei roghi ai danni di stabilimenti balneari e opifici In manette è finito Davide Suriano, di 39 anni. 5 gli episodi contestati. Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Francesco Curcio, procuratore capo Potenza

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