cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

bassi-home

Elezioni Puglia

Voto plebiscitario per la sindaca uscente di centrosinistra che batte Sabino Napolitano e allontana le voci sulle Politiche: “Andria non è più in macerie”. L’ingresso nel comitato elettorale è un’esplosione di pure emozioni, mentre dagli altoparlanti risuona a volume elevatissimo il celebre brano Viva la vida dei Coldplay e una t-shirt bianca mostra sul petto la scritta “Ancora Giovanna” e sulla schiena lo slogan simbolo “Andiamo avanti”, elementi che accompagnano il sorriso e le lacrime di gioia di Giovanna Bruno che, tra abbracci, strette di mano, cori da stadio e lo sventolio di fazzoletti arancio legati al collo e ai polsi, celebra ufficialmente la sua proclamazione a sindaca di Andria per il secondo mandato. I dati emersi dallo scrutinio delle schede elettorali delineano una vittoria schiacciante, un vero e proprio voto plebiscitario per il centrosinistra ad Andria che vede la prima cittadina uscente incassare oltre il 75% dei consensi, staccando nettamente lo sfidante ufficiale del centrodestra, Sabino Napolitano, rimasto ancorato ad appena il 25% delle preferenze totali. Subito dopo l’intensissimo abbraccio con il padre, la riconfermata sindaca ha urlato a gran voce la frase “Io resto qui”, un messaggio politico chiaro e mirato a scacciare definitivamente i fantasmi e i retroscena che hanno aleggiato durante l’infuocata campagna elettorale ad Andria, periodo in cui molti avversari scommettevano su una consiliatura breve, ipotizzando una sua dimissione anticipata utile solo a spiccare il volo verso Roma in vista delle prossime elezioni politiche 2027. Nel ribadirsi orgogliosa del risultato storico raggiunto, la sindaca si è immediatamente rivolta a quel 25% di elettori che ha scelto Napolitano, esprimendo l’auspicio che anche loro possano imparare a scommettere su questo progetto per riscoprirsi parte di una grande comunità che nel 2020 era stata ereditata in macerie, politicamente umiliata, dopo l’era del centrodestra guidata dall’ex sindaco Giorgino che era purtroppo sfociata nel commissariamento del Comune di Andria e nel pesante dissesto delle casse comunali. Continuando il suo discorso davanti alla folla dei sostenitori, circondata dall’affetto del marito e dei suoi figli, la prima cittadina ha rifiutato l’idea che si tratti di un successo puramente personale, preferendo interpretarlo come una vittoria collettiva legata sì alla sua storia nella città, ma soprattutto alla capacità della coalizione di superare i personalismi e le divisioni per fare sintesi democratica, evidenziando inoltre come il progetto politico sia stato fortemente premiato da tantissimi giovani elettori e nuovi candidati che lavoreremo insieme per restituire al territorio la visibilità che merita, poichè Andria ha dimostrato ancora una volta di essere una città capace di amare oltre ogni ostacolo e formata da gente laboriosa che non si arrende, motivo per cui la macchina amministrativa non subirà battute d’arresto e il lavoro per la comunità ripartirà in maniera incessante già dalle prossime ore.

La replica oggi alle 21,35 su Telenorba e alle 15,30 su TgNorba24. Questa mattina in diretta a Telenorba si è svolto l’ultimo confronto tra i quattro candidati alla presidenza della Regione Puglia: Antonio Decaro, Luigi Lobuono, Sabino Mangano e in collegamento telefonico Ada Donno. Diversi i temi affrontati, dalla campagna elettorale all’ex Ilva, dai primi provvedimenti che vi candidati vorranno realizzare fino agli appelli al voto. Uno dei temi affrontati è stato il siderurgico di Taranto. Secondo il candidato del centrosinistra, “l’Ilva rischia di diventare una bomba sociale ed ecologica. Se l’Ilva non è un settore strategico per il Paese – ha aggiunto Decaro – allora bisogna attrarre subito capitali. E se dovessero decidere di chiuderla non potrà certo restare così perché è un problema ecologico enorme”. Per Decaro “bisogna diversificare, Taranto ha bisogno di turismo perché è la culla della Magna Grecia”. Sul rapporto tra i giovani e la politica Luigi Lobuono, candidato per il centrodestra, ha percepito “il distacco che si è creato fra i cittadini più giovani e i politici. La colpa non è dei ragazzi, ma delle mancate risposte da parte della politica. La prima cosa sulla quale mettere le mani è la sanità perché è allo stremo, la Puglia è agli ultimi posti in Italia per i servizi erogati. La prima delibera sarà per tagliare le liste di attesa e rinforzare da subito i pronto soccorso”. Sul tema è intervenuto anche Sabino Mangano: “C’è una disaffezione totale dei giovani verso la politica, non si crede più nella politica. Ho trovato gente per strada, nei mercati e abbiamo avuto una risposta più ampia dagli over 50, che si sono fermati ad ascoltare il nostro programma”. Alla domanda su come combattere il rischio di astensione e cosa fare nei primi 12 mesi di mandato, Mangano ha risposto che “bisogna finanziare le borse di specializzazione per i medici, abbiamo tantissimi laureati che al momento possono fare solo guardie mediche perché non riescono a specializzarsi”. La replica del confronto andrà in onda oggi alle 21,35 su Telenorba e alle 15,30 su TgNorba24.

gilca-srl-giugno
deliziosa