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Durazzo

L’uomo è considerato a capo di un’associazione finalizzata al traffico internazionale di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, riciclaggio ed altri reati. È stato fermato a Durazzo dagli uomini della Dia di Bari e dai colleghi della Spak di Tirana il latitante albanese Adi Coba, irreperibile dal 21 maggio 2025, data in cui è stata eseguita l’operazione URA tra Italia, Albania e Belgio. Due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 52 persone, principalmente di nazionalità italiana e albanese, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati. L’indagato è ritenuto dagli investigatori il principale promotore di un presunto sodalizio criminale operante tra la Puglia, l’Albania e l’Olanda. Al momento dell’arresto stato trovato in possesso di una pistola automatica, con colpo in canna e due caricatori in dotazione, denaro contante in valuta albanese nonché documenti falsi tra cui una carta d’identità ed una patente italiana. Ora si trova nel carcere di Durazzo, in attesa che vengano avviate le procedure di estradizione. Proprio nei giorni scorsi i pubblici ministeri della Dda Daniela Chimienti e Vito Valerio hanno invocato le condanne nei confronti di 19 imputati che hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato. La sentenza del gup sarà pronunciata dopo l’estate.

L’uomo è stato fermato al suo arrivo allo scalo marittimo, a bordo di una motonave proveniente dal porto di Durazzo La polizia di Stato ha arrestato un 49 romeno a Bari per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale aggravata. L’uomo è stato fermato al suo arrivo allo scalo marittimo, a bordo di una motonave proveniente dal porto di Durazzo. Gli accertamenti hanno permesso di risalire alla sua identità e di confermare la pendenza di due provvedimenti restrittivi a suo carico. Il primo provvedimento è relativo a fatti commessi tra febbraio 2005 e settembre 2006 in cui era stato riconosciuto colpevole di far parte di un’associazione criminale dedita alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù e allo sfruttamento della prostituzione, nonché di violenza sessuale aggravata. Il secondo provvedimento riguarda una condanna per rapina in concorso. L’uomo deve scontare una pena residua di 14 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione, oltre a una multa di 1.032 euro.

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