cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

doni

Dalle reliquie di Bari a Santa Claus: come nasce il mito moderno. Donare — gesti, cose, idee, perfino pensieri — è il centro dell’attività di molti personaggi passati alla storia. Uno di questi è San Nicola.Una figura affascinante: straniero per nascita e cultura, “importato” a Bari in modo rocambolesco, eppure radicato nel cuore della città come un antenato che tutti credono di conoscere. La cultura del dono di San Nicola è straordinariamente emblematica perché ci riporta all’essenziale: la salvezza. Gli episodi più popolari riferiti ai miracoli di San Nicola sono principalmente due. In uno, un oste disperato e malvagio, senza carne da servire nel suo ristorante, uccide tre fanciulli e li nasconde in un tino. Nicola entra nella taverna, chiede da mangiare e, di fronte al terrore dell’uomo, fa aprire il tino: i bambini sono vivi. L’altro non è proprio un “miracolo” ma più un atto caritatevole. È la storia di un mercante caduto in disgrazia, al punto da non poter permettersi di comprare una dote per le sue tre figlie, costrette così alla prostituzione. Nicola questo lo sa e una notte lascia cadere un sacco di monete d’oro attraverso la finestra della casa. La stessa operazione si ripete per tre notti, salvando così le tre donne da un destino indesiderato. Qualcuno sostiene che le monete d’oro siano state fatte cadere dal camino. Da qui prende forma un’immagine: un uomo barbuto che dona in silenzio, amico dei bambini, che fa passare i regali dal camino. La radice di un mito. E come spesso accade, le storie viaggiano meglio delle persone. Dal porto di Bari partono reliquie, merci e leggende. I nomi cambiano come le lingue dei marinai: San Nicola, San Nicholaus, Sinterklaas, Santa Claus. Ma è tra il 1800 e il 1900, a New York, che si forma il vero sincretismo culturale.Tutti questi nomi, misti a leggende, fantasie e storie vere, si fondono al santo — già piuttosto particolare perché univa diversi credi religiosi — dando vita a una figura di benefattore, folletto e porta-doni, tipica dei racconti Made in USA. Ne nasce un essere corpulento, con la pancia prominente, che impersonifica la società dell’opulenza e quindi del benessere. Porta regali a tutti, non più solo ai bambini. Muove l’economia. La società dei consumi mette sotto contratto Babbo Natale come suo testimonial. La sua identità è ancora incerta, anche il suo look usa il verde, l’oro, il bianco e una presenza di rosso. Ma quindi come diventa rosso e bianco? Un omaggio a Bari? Per niente: è un omaggio alla Coca-Cola, che utilizza questa figura emergente nell’immaginario collettivo per avvicinare i bambini al consumo della bevanda. Lo veste dei colori del marchio, lo porta in televisione, gli costruisce un set nei centri commerciali per le foto. Così Santa Claus — “Santa” per gli amici — vende felicità e bibite zuccherate. Oggi — ovunque nel mondo — celebriamo con entusiasmo un personaggio pubblicitario: come se festeggiassimo il compleanno di Mastro Lindo o chiedessimo all’Uomo del Monte di benedirci le nozze. Eppure, da qualche parte, la storia antica di San Nicola resta viva, anche se non fotografata.Nel gesto autentico di chi dona senza testimoni, nel silenzio di chi aiuta senza selfie, nella mano che lascia qualcosa e sparisce. Forse lì — in quel piccolo movimento invisibile — c’è ancora un frammento della magia originaria, quella di un uomo nascosto nel camino che non si vede, ma continua a condizionare il nostro senso di cura.

Natale in anticipo per i bimbi del posto, grazie alla generosità di tanti cittadini che hanno donato pacchi regalo, aderendo all’iniziativa del comitato di quartiere. Al quartiere Salinella di Taranto, quest’anno il Natale è arrivato con un anticipo speciale per i più piccoli grazie all’allestimento dell’Albero Solidale. Tantissimi i pacchi regalo donati da cittadini che hanno aderito all’iniziativa del comitato di quartiere. I bambini curiosi e entusiasti in pochi minuti hanno preso d’assalto i regali. Durante la speciale giornata, non poteva mancare la banda che ha suonato tra la gente. Servizio di Annamaria Rosato Interviste: Nicola Raffo – Pres. Comitato di Quartiere Mattia Giorno – Vicesindaco di Taranto

Si tratta dell’iniziativa solidale dei Cavalieri di Gran Croce, che hanno distribuito un sacchetto con i doni, ai bambini che stanno trascorrendo le festività negli ospedali. Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Interviste: Claudio Gorelli – Pres. Ass. Cavalieri di Gran Croce Mons. Giuseppe Satriano – Arcivescovo di Bari Bitonto

Festa natalizia questa mattina a Bari, al villaggio Berukhà, centro che assiste persone affette da disabilità. C’e’ stata la consegna dei doni agli ospiti della struttura. La manifestazione benefica è stata organizzata dal comitato Santa Rita del quartiere San Paolo, con i fondi raccolti dalla vendita del calendario di Santa Rita. Residenti e commercianti del rione ogni anno si adoperano per regalare un momento di felicità agli ospiti del centro che per ricambiare hanno letto delle poesie e intonato dei canti di Natale.

Sono state, infatti, allestite le caratteristiche casette in legno che ospitano la vendita di doni e decorazioni a tema natalizio. Quest’anno autorizzata anche la “Merry Go Round”, la tradizionale giostra a cavalli galoppanti per bambini e adulti. Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Francesco Afrune

A Bari “una carezza per Natale”

Si tratta dell’iniziativa solidale dei Cavalieri di Gran Croce, che hanno distribuito un sacchetto con i doni, ai bambini che stanno trascorrendo le festività negli

deliziosa
gilca-srl-giugno