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L’anziano, incensurato, ha ferito a colpi di pistola il ragioniere della farmacia agricola del figlio, per cause non ancora chiarite. Quattro ore da incubo, a Cerignola, a causa del gesto dell’85enne Giuseppe Quarticelli. Prima il litigio nell’azienda di famiglia, con l’esplosione di cinque colpi di pistola che hanno ferito un dipendente; poi la fuga in auto, per barricarsi – armato – in un appartamento dall’altra parte della città. Infine, l’irruzione dei carabinieri del reparto speciale della SOS – la Squadra Operativa di Supporto – che lo hanno bloccato e consegnato al personale del 118. Qui il servizio L’anziano, incensurato, ha ferito a colpi di pistola il ragioniere della farmacia agricola del figlio, per cause non ancora chiarite. L’uomo è stato raggiunto al torace dai proiettili ed è ricoverato in prognosi riservata. Pare che l’arma fosse legalmente detenuta. Dopo la fuga in auto, l’anziano si è barricato nel suo appartamento. L’intervento dei carabinieri della ‘SOS’ è stato risolutivo. Il Colonello Giovanni Capone, comandante provinciale dei carabinieri, racconta: “Siamo intervenuti anche con il nostro negoziatore, ci siamo assicurati che l’uomo stesse bene, considerata l’età avanzata. Mon ha opposto alcun tipo di resistenza, verosimilmente ha anche problemi di salute”. 

“Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”. “Noi veniamo soltanto strumentalizzati da una parte e dall’altra ma in realtà chi ne fanno le spese sono soltanto le nostre famiglie perché stiamo facendo sacrifici a morire senza ottenere nulla” è l’urlo disperato di una lavoratrice dell’Ex Ilva che, in lacrime, racconta quanto sta accadendo nella sua famiglia e in quella dei suoi colleghi: “Io non so dirvi se è giusto che Ilva sia aperto o meno però parliamo di famiglie che fanno la fame e che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”, racconta, “Quando io chiedo l’aiuto della città e perché soltanto la solidarietà può portare dei risultati. Non conosco le famiglie degli altri, però conosco i miei colleghi e so quanto soffrono e come soffiamo noi quindi.  Quello che chiedo è futuro!  Non una vita in cassa integrazione. Io non sono una parassita. Io sono una lavoratrice, qualsiasi lavoro mi daranno io lo accetterò”

Cinque anni e sei mesi di reclusione per il dipendente della società partecipata del Comune di Lecce, accusato di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce hanno condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione un dipendente della Sgm, la società partecipata del Comune di Lecce, accusato di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore. I fatti contestati si sarebbero verificati tra luglio e novembre del 2011. Secondo l’accusa Vito Baglivi, 55 anni, con mansioni di autista presso la suddetta società, estranea ai fatti contestati dalla Procura, attraverso pressioni e minacce, avrebbe ricevuto da un imprenditore edile, in più tranches somme di denaro con interessi usurari tra il 94 % ed il 190 %, come corrispettivo di precedenti prestiti sotto forma di assegni. Al 55enne è stata anche inflitta una multa di 20 mila euro e disposta l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e la confisca di quasi 4 mila euro, ritenuti profitto del reato. La vittima era difesa dall’avvocato Francesca Conte.

Il 46enne è accusato di violenza privata, lesioni e porto abusivo di arma da taglio È stato arrestato e posto ai domiciliari il 46enne che questa mattina in Municipio a Matera è entrato nell’ufficio Contratti, minacciando una dipendente con un coltello. Immediato l’intervento della Polizia e dei Carabinieri. L’uomo è accusato di violenza privata, lesioni e porto abusivo di arma da taglio.

Una dipendente ferita al volto con un coltello: preso l’aggressore Litiga con la dipendente di un CAF, dopo aver chiesto un certificato, e la ferisce al volto con un coltello: è successo nel pomeriggio a San Severo, in via Fratelli Bandiera, in una zona centrale della città.La donna, per fortuna, non ha riportato gravi ferite. Ancora da chiarire le cause del gesto.Sul posto sono giunti gli agenti del locale commissariato, che hanno immobilizzato e disarmato l’aggressore. La donna è stato subito soccorsa e trasportata con un’ambulanza dal 118 in ospedale, dove è stata medicata.

San Severo, terrore al Caf

Una dipendente ferita al volto con un coltello: preso l’aggressore Litiga con la dipendente di un CAF, dopo aver chiesto un certificato, e la ferisce

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