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La polizia stradale di Bari li ha fermati sulla A14. Sono stati denunciati a piede libero due ragazzi, di 18 e 20 anni, rispettivamente residenti nelle province di Latina e Caserta, presunti responsabili del reato di truffa in concorso. La polizia stradale di Bari, durante i controlli lungo l’autostrada A14, hanno scoperto che uno dei due aveva una fede in oro giallo e la somma in contanti di 6.000 euro. Gli oggetti risultavano compatibili con quelli segnalati poco prima in una denuncia per truffa ai danni di una persona anziana avvenuta nella provincia di Lecce. Uno dei due, fingendosi nipote della vittima, le avrebbe telefonato chiedendo denaro per fronteggiare una presunta emergenza capitata a sua figlia, che non aveva pagato una cartella esattoriale. L’altro, indossando abiti femminili, si sarebbe presentato a casa dell’anziana, una 82enne, facendosi consegnare denaro e monili. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato al fine di procedere alla restituzione all’anziana signora, vittima della truffa. Sottoposta a sequestro anche l’auto.

L’uomo sarebbe coinvolto in 3 episodi di tentata estorsione Avrebbe provato, con minacce anche di morte, a chiedere tangenti a operai e tecnici di alcune ditte che, nel giugno del 2024, erano impegnati in lavori di rifacimento dell’impianto antincendio e della piastra endoscopica in un ospedale della Provincia Ionica. Il presunto responsabile, un 39enne tarantino, attualmente detenuto per altra causa, sarebbe coinvolto in 3 episodi di tentata estorsione. I Carabinieri di Massafra hanno avviato le indagini dopo una denuncia e sono riusciti a raccogliere gravi indizi a carico dell’indagato. Hanno ricostruito anche il modus operandi dell’uomo che all’inizio avrebbe richiesto il pagamento di un caffè con la promessa di garantire la serena prosecuzione dei lavori. Le sue richieste, che non sarebbero state mai soddisfatte, aumentavano di giorno in giorno fino ad arrivare anche a 20 mila euro.

La tecnica è sempre la stessa: piccoli ordigni artigianali posizionati nella fessura che eroga le banconote. Non è ancora chiaro se i ladri siano riusciti a portare via del denaro Di solito lo fanno nel weekend, mentre questa volta i ladri sono entrati in azione all’alba di un lunedì mattina, poco prima dell’orario di apertura della banca. L’ultimo assalto ad uno sportello bancomat, questa mattina, a Conversano. I malviventi hanno preso di mira lo sportello della cassa continua della filiale Unicredit, in via de Amicis. La tecnica è sempre la stessa: piccoli ordigni artigianali posizionati nella fessura che eroga le banconote. Due esplosioni in rapida successione sono stati uditi dai residenti della zona, ma non è chiaro se i ladri siano riusciti a portare via del denaro. Sul posto sono subito accorsi i carabinieri del locale comando.

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli hanno sequestrato circa 100 mila euro Un ingente quantitativo di denaro, pari a oltre 237 mila euro, è stato intercettato dai finanzieri di Bari e all’Agenzia delle Dogane e Monopoli, al porto, in una vettura proveniente dalla Grecia. Il denaro era privo degli obblighi previsti dalla normativa valutaria. Gli agenti, durante l’ispezione del veicolo, hanno trovato prima circa 30 mila euro tra gli effetti personali di uno dei passeggeri e, dopo, la restante parte, riposta dal conducente all’interno di un marsupio, per un totale di € 206.900,00 in banconote anche di grosso taglio. Si è proceduto così al sequestro amministrativo del 50% della somma oltre l consentito, ossia circa 100 mila euro.

“Dammi i soldi o ti ammazzo di botte” sono le parole che, il 35enne, con diversi precedenti e senza fissa dimora, era solito rivolgere all’imprenditore Un uomo di 35 anni, Christian Distaso, è stato arrestato dai finanzieri del comando provinciale di Barletta per estorsione aggravata, tentata estorsione e rapina impropria ai danni di un imprenditore della città. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono durate quasi un anno e sono iniziate dopo la denuncia della vittima stanca delle continue richieste di denaro da parte dell’indagato. “Dammi i soldi o ti ammazzo di botte”, le parole che il 35enne, che ha diversi precedenti ed è senza fissa dimora, era solito rivolgere all’imprenditore che nel giro di otto mesi, secondo quanto accertato, avrebbe consegnato diverse migliaia di euro. La consegna dei soldi è stata immortalata dalle telecamere sistemate nella ditta dell’imprenditore dai finanzieri in cui si vede l’indagatore seguire e prendere i contanti con modi aggressivi. L’uomo è in carcere.

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