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Cronaca Canosa di Puglia

La Dia di Bari e la Squadra Mobile della Bat hanno eseguito complessivamente 15 misure cautelari, nell’ambito di un’inchiesta che riguarda anche un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. Un affronto pagato con il sangue per aver messo in discussione l’autorevolezza del proprio interlocutore. Ad un anno di distanza la Dda di Bari arresta i presunti responsabili dell’omicidio del barbiere barlettano di 26 anni Francesco Diviesti, ucciso da 5 colpi esplosi da due pistole il 25 aprile dello scorso anno, il cui cadavere è stato poi rinvenuto carbonizzato quattro giorni più tardi in una cava di tufo isolata delle campagne di Canosa. In tre rispondono di omicidio volontario premeditato e aggravato dalle modalità mafiose; Igli Kamberi, 40enne albanese irreperibile dopo l’omicidio e poi rintracciato in Ungheria, già in carcere per la detenzione di 24 chili di cocaina. Altre due persone – una in carcere e l’altra ai domiciliari – rispondono invece di favoreggiamento.Tutto nasce da un presunto tentativo di estorsione ai danni della vittima: Diviesti aveva infatti contratto un debito di 500 euro con Kamberi, poi parzialmente compensato con il noleggio di un’autovettura. Nasce un diverbio legato al chilometraggio della macchina. Kamberi – spiegano gli investigatori – il 30 marzo 2025 si reca sulla spiaggia di Barletta dove si trovava Diviesti e gli mette la testa sott’acqua. “Io lo dovevo uccidere oggi”, si sentirà in un’intercettazione. Poi l’omicidio, commesso un mese più tardi, dopo una lite fuori da un bar. Le indagini condotte dalla Dia di Bari, con la collaborazione dell Squadra Mobile della Bat, riguardano in realtà una vicenda più vasta, che vede la collaborazione della Spak, la Procura Speciale Criminalità Organizzata di Tirana. Sono dieci le misure cautelari emesse dall’autorita albanese dei confronti dei presunti componenti di un gruppo dedito al riciclaggio di denaro fra Italia e Albania. “Le organizzazioni criminali albanesi sono oggi le organizzazioni criminali straniere più ramificate e diffuse nell’intera Unione Europea”. Lo ha detto il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, Giuseppe Gatti, nel corso della conferenza stampa sull’operazione congiunta tra Italia e Albania relativa all’omicidio di Francesco Diviesti e a un presunto sistema di riciclaggio internazionale. Secondo Gatti, “si tratta di un fenomeno estremamente allarmante e per lungo tempo sottovalutato. Questi gruppi criminali – ha spiegato – sono stati considerati per anni semplice manovalanza, organizzazioni dedite alla prostituzione o al favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Oggi invece ci troviamo davanti a strutture criminali organizzate, capaci di assumere un ruolo centrale nel narcotraffico internazionale e di interagire con le più importanti mafie nazionali e internazionali”.

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