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corte d'appello

La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio . È stato confermato dai giudici della Corte d’Appello il licenziamento delle due vigilesse baresi, accusate di aver avuto rapporti con un esponente della criminalità locale, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “codice interno” nel blitz del febbraio 2024. La sentenza di secondo grado ha di fatto ribaltato quella del luglio scorso che, nel primo grado di giudizio, aveva disposto il reintegro in servizio delle due vigilesse, condannando il comune a pagare gli stipendi arretrati. Secondo l’accusa, le due vigilesse si erano rivolte al 43enne Fabio Fiore, ritenuto il braccio destro di Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, chiedendogli “protezione” per punire un uomo che le aveva minacciate e insultate dopo aver ricevuto una multa. Inoltre, in una intercettazione una delle due agenti sembrava mettersi a disposizione di fiore per risolvergli un problema con patente e carta d’identità. Con questa sentenza il comune può ripristinare il licenziamento e chiedere la restituzione degli arretrati.

Abbiamo chiesto al presidente della Corte D’Appello a cosa è dovuto questo ritardo: “Mancano ancora i verbali di Lecce e Foggia” spiega, per il resto c’è tutto. Dovrebbe arrivare subito dopo l’Epifania la proclamazione del nuovo consiglio regionale pugliese. In Corte d’Appello, si attende ancora la consegna dei verbali dai tribunali di Lecce e Foggia, previsto per fine anno. Quelli della provincia di Brindisi sono arrivati da poco. Il presidente della Corte d’Appello, Franco Cassano, spiega che i tempi più lunghi del solito sono causati da qualche difficoltà in più causata soprattutto da problemi interpretativi per i presidenti di seggio.   È tutto pronto, c’è anche l’ufficio ad hoc che si è insediato ma non può ancora procedere. L’auspicio è che dopo il 6 gennaio ci possa essere la proclamazione di consiglieri e Presidente della Regione. Anche perché solo allora, i candidati non eletti, potranno presentare ricorso. Qui l’intervista di Guglielmina Logroscino a Franco Cassano, presidente Corte d’Appello

Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli Confermata dalla Corte d’Appello di Lecce la condanna per diffamazione nei confronti dei genitori di Lucio Marzo, il giovane che quando era minorenne uccise il 3 settembre del 2017 a Castrignano del Capo la 16enne Noemi Durini. Secondo l’accusa, Biagio Marzo e sua moglie Rocchetta Rizzelli nel corso di tante trasmissioni televisive avrebbero offeso la reputazione della ragazza uccisa. “Giustizia è fatta”, il commento della madre di Noemi, Imma Rizzo secondo la quale i genitori di Lucio Marzo non hanno mai dimostrato alcun sentimento di pietà nei confronti di Noemi.

La Corte d’Appello di Bari conferma la pena di 3 anni e 6 mesi per Domenico Colasanto, accusato di non aver garantito la sicurezza del centro di salute mentale dove perse la psichiatra

Ottimi risultati ma resta il problema della carenza di organico Di Alessandra Martellotti

Il magistrato inizia oggi una serie di visite ai tribunali pugliesi Servizio di Pamela SpinelliRiprese e montaggio di Donato Colazzo

La decisione della Corte d’Appello di Lecce nei confronti dell’ex gip di Bari, imputato nel procedimento con l’accusa di traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, del relativo munizionamento e di ricettazione Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

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