
Estorsioni a cantieri edili nel Barese, assolto Tommy Parisi
Il processo riguarda l’inchiesta denominata “do ut des” La Corte di Appello di Bari ha assolto “per non aver commesso il fatto”, Tommy Parisi, figlio
Il processo riguarda l’inchiesta denominata “do ut des” La Corte di Appello di Bari ha assolto “per non aver commesso il fatto”, Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, condannato tre anni fa in primo grado a otto anni di reclusione per associazione mafiosa. Il processo riguarda l’inchiesta “Do ut des”, relativo a presunti episodi di estorsione a cantieri edili attuati, secondo l’accusa, imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici. Confermate le condanne in primo grado a carico dell’imprenditore Emanuele Sicolo e Mario Di Sisto, rispettivamente condannati a 20 anni e 10 anni e sei mesi. Ridotta a otto anni e mezzo di reclusione la pena di Alessandro Sicolo. Per altri sei imputati è intervenuta la prescrizione.
A Bari ricoprirà il ruolo di procuratore generale della Corte di Appello Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Donato Colazzo
La decisione della Corte di Appello di Bari. La strage ferroviaria, avvenuta il 12 luglio del 2016 sulla tratta Andria-Corato, costò la vita a 23 persone La Corte di Appello di Bari ha confermato la sentenza di assoluzione emessa dal gup del tribunale di Trani nei confronti dell’ingegner Elena Molinaro, la dirigente della divisione 5 della Direzione generale del Trasporto pubblico locale del Ministero dei Trasporti, unica dei 18 imputati ad aver scelto il rito abbreviato nel processo per la strage ferroviaria sulla tratta Andria – Corato che il 12 luglio 2016 costò la vita a 23 persone. A darne notizia il suo legale difensore, l’avvocato Maurizio Sasso secondo il quale la Molinaro si era occupata di “ferrovie secondarie” nel periodo compreso tra maggio del 2008 e gennaio del 2010, ossia 6 anni prima dell’incidente ferroviario. Ha inoltre chiarito che l’incidente avvenuto nel 2007 in Sardegna, sulla tratta Macomer-Nuoro, che secondo l’accusa avrebbe dovuto imporre una verifica delle condizioni di sicurezza ed interventi su tutte le “ferrovie secondarie”, non era in alcun modo assimilabile a quello del 2016, così come non era possibile addebitarle “adempimenti, facoltà o doveri introdotti da una normativa tecnica di settore che è entrata in vigore solo successivamente alla conclusione del suo incarico”. E’ ancora in corso, con le repliche dei difensori degli imputati, il processo con il rito ordinario.

Il processo riguarda l’inchiesta denominata “do ut des” La Corte di Appello di Bari ha assolto “per non aver commesso il fatto”, Tommy Parisi, figlio

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