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convalida fermo

Il 70enne Nicola Scupola è accusato dell’omicidio volontario del fratello Vincenzo, di 79 anni, il cui corpo è stato rinvenuto in una cisterna per la raccolta d’acqua all’interno di un podere di campagna E’ fissato per la giornata di domani davanti al gip Sergio Tosi l’udienza di convalida del fermo disposto dal pm Simona Rizzo a carico di Nicola Scupola, il 70enne di Specchia accusato dell’omicidio volontario del fratello Vincenzo, 79 anni, rinvenuto sabato scorso privo di vita in una cisterna per la raccolta d’acqua all’interno di un podere di campagna di sua proprietà. E nella giornata di domani si svolgerà anche l’autopsia che verrà eseguita dal medico legale Alberto Tortorella. L’esame autoptico dovrà chiarire le modalità del decesso, se sopravvenuto per l’aggressione subita con un bastone o se per annegamento. Nicola Scupola nel corso dell’interrogatorio in commissariato ha riferito di aver agito per difesa poiché nel corso di una lite il fratello a sua volta lo avrebbe aggredito con violenza tentando di strangolarlo.

Resta in carcere l’84enne, reo confesso dell’assassinio del fratello Tonino e della moglie Caterina, avvenuto il 28 febbraio scorso Resta in carcere l’84enne Cosimo Calò, reo confesso del duplice omicidio del fratello Tonino e della moglie Caterina, avvenuto il 28 febbraio scorso a Serranova. Il gip Wilma Gilli ha, infatti convalidato il fermo. L’uomo ha risposto a tutte le sue domande ed ha confermato quanto dichiarato durante la confessione resa agli investigatori il giorno precedente. L’interrogatorio si è tenuto nel carcere di Brindisi dove è detenuto e dove resta perché c’è pericolo di reiterazione del reato e di fuga, quella che hanno cercato di organizzare il figlio Vincenzo e la madre la mattina dell’8 marzo, prima che l’uomo crollasse e confessasse il duplice omicidio. E resta in carcere perché non avrebbe abbandonato l’intenzione di ammazzare anche il fratello Carmelo. Lo ha dichiarato anche durante l’interrogatorio col gip. Ha pianto tutto il tempo: pentimento o rimorso per non aver concluso la mattanza? “Tanto non vado in carcere perché ho più di ottant’anni”: aveva detto ai fratelli sei mesi fa, durante una lite in cui li aveva minacciati di morte. Un odio, quello di Cosimo, che da quando era bambino covava nei confronti dei fratelli Tonino e Carmelo. A suo dire, quel testamento con cui l’altro fratello, Angelo, aveva lasciato a Tonino 100mila euro, una casa ed un terreno, era stato falsificato proprio da loro due. Intanto, ulteriori dettagli saranno forniti dal medico legale incaricato dal pm Francesco Carluccio, Domenico Urso, al termine dell’autopsia che effettuerà sui cadaveri nella giornata di martedì 14 marzo.

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