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I consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. I dati parlano chiaro: in Puglia dopo la pandemia la gente esce meno ma sceglie con maggiore attenzione dove andare a mangiare. Coldiretti Puglia afferma che 1 euro su 3 viene impiegato per ristoranti, bar e pizzerie, sulla base dei dati Circana di fine 2025 e inizio 2026. Ciò significa che i consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. Si predilige quindi una domanda interna più prudente alla quale si affianca un turismo internazionale in crescita. “Il mercato regionale procede così lungo due direttrici – insiste Coldiretti Puglia – dove da un lato la domanda interna più prudente, dall’altro un turismo internazionale in forte crescita”. La rete pugliese può diventare il primo ambasciatore del vero Made in Puglia oppure l’anello debole in cui si insinuano pratiche ingannevoli legate al cosiddetto “fake in Italy”, con materie prime estere presentate come italiane attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale. Il settore DOP e IGP pugliese vale ben 711 milioni di euro e sono presenti più di 100mila aziende agricole sul territorio. Coldiretti Puglia afferma che per continuare a garantire qualità e identità è importante rafforzare rapporti fra agricoltori e ristoratori, ad esempio inserendo prezzi equi senza scendere sotto costi di produzione.

E l’azienda pugliese Oropan lancia le ricette della salute ispirate alle festività. In un periodo in cui alimentazione sana e benessere quotidiano sono al centro dell’attenzione, il pane italiano si conferma come uno degli alimenti più apprezzati e rappresentativi della cucina italiana. Parte integrante della dieta mediterranea, il pane accompagna da sempre le tavole delle festività, assumendo un ruolo ancora più importante grazie al riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Secondo i dati Euromonitor, il mercato italiano del pane è in crescita: dai 15,8 miliardi di euro del 2024 si passerà a 16,1 miliardi nel 2025, con un incremento del 2%. Il settore della panificazione in Italia è ampio e diffuso sul territorio: 873 aziende sono attive, di cui 395 al Nord Italia (45,2%, principalmente in Lombardia), 208 al Centro (23,8%, concentrati nel Lazio) e 190 al Sud Italia (21,8%, prevalentemente in Campania). Cresce l’attenzione dei consumatori verso prodotti genuini, di qualità e sostenibili, simboli di uno stile di vita sano. Il Rapporto Coop 2025 evidenzia che oltre il 90% degli italiani desidera cucinare di più a casa, scegliendo ingredienti sani e ricette tradizionali. Inoltre, il 32% prevede di ridurre la spesa fuori casa, mentre circa 6 milioni di persone intendono aumentare gli acquisti di cibo e bevande per il consumo domestico. In questo contesto, il pane italiano diventa protagonista della convivialità domestica. Per il Natale 2025, Oropan propone ricette festive a base di pane, dalle zuppe e vellutate ai crostoni, dai finger food alle polpette fino ai dolci con friselle, tutte realizzabili con le diverse tipologie di pane a Marchio Forte. Queste preparazioni permettono di condividere momenti speciali con familiari e amici, valorizzando la qualità degli ingredienti e il sapore autentico della tradizione italiana. La tendenza verso una alimentazione consapevole e di qualità si riflette così anche nelle feste, dove il pane non è solo cibo, ma simbolo di cultura, convivialità e piacere della tavola.

Analisi del Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere sulle famiglie, a livello provinciale Milano regina dei consumi italiani che si concentrano, per oltre la metà, nelle Regioni del Centro-Nord. Il Mezzogiorno fatica ancora ma la spesa cresce più rapidamente: +15,7%, tra il 2019 e il 2023, contro il 13,7% della media nazionale. Un dato, comunque, riassume il divario ancora persistente: nel capoluogo lombardo si spendono 30.993 euro a testa all’anno, più del doppio di Foggia che chiude la classifica con 13.697 euro. I dati, riferiti al 2023, sono del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere che fornisce, per la prima volta, una stima in Italia dei consumi delle famiglie a livello provinciale. Sul podio dei consumi pro-capite Milano precede Bolzano (29.146 euro). Sul fronte opposto prima di Foggia, al penultimo posto, si colloca Caserta (13.890 euro) e al terz’ultimo Agrigento (14.020 euro). Oltre la metà dei consumi totali si concentra in cinque Regioni: Lombardia (20%), Lazio (10,2%), Veneto (8,9%),Emilia-Romagna (8,6%), Piemonte (7,6%). Le ultime posizioni invece sono tutte occupate da Regioni meridionali: Campania (15.467 euro) e Calabria (15.436 euro). Considerando solo i generi alimentari la geografia si ribalta. Il Sud è in vetta alla graduatoria nazionale con il 33,2% del valore del carrello della spesa.

Il consumo anomalo per un piccolo nucleo familiare è stato causato da perdite dell’impianto idrico Il Tribunale Civile di Brindisi ha annullato una una maxi bolletta dell’Acquedotto Pugliese di 11 mila 216 euro ricevuta da una famiglia residente in un condominio di Ceglie Messapica. La sentenza ha stabilito che quel consumo, anomalo per un piccolo nucleo familiare, è stato causato da perdite dell’impianto idrico che Aqp avrebbe potuto segnalare. In sostanza nella motivazione il giudice ha sostenuto l’obbligo dell’Acquedotto Pugliese di rilevare e comunicare tempestivamente i consumi anomali.

Nella settimana europea dedicate alla riduzione dei consumi, alla Camera dei Deputati, l’on Patty L’Abbate, vice presidente della Commissione Ambiente ha promosso un’iniziativa sul “Second-Hand” Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Interviste: On. Patty L’Abbate, vice pres. comm. ambienteGiuseppe Pasceri, AD Libero

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