
Puglia, al via il primo consiglio regionale: Matarrelli eletto presidente
POLITICA Ha ottenuto 36 voti favorevoli su 51 Con 36 voti favorevoli su 51, Antonio Matarrelli è stato eletto presidente del Consiglio regionalepugliese. L’ex sindaco
Ha ottenuto 36 voti favorevoli su 51. Con 36 voti favorevoli su 51, Antonio Matarrelli è stato eletto presidente del Consiglio regionalepugliese. L’ex sindaco di Mesagne (Brindisi) è stato proposto da Stefano Minerva, capogruppo del Partito democratico. Nell’assemblea succede a Loredana Capone. Toni Matarrelli, nato a Krefeld in Germania il 4 febbraio 1975 e residente a Mesagne (Brindisi), è laureato in materie letterarie. È stato sindaco della Città di Mesagne dal 13 giugno 2019 al 20 ottobre 2025 e presidente della Provincia di Brindisi dal 6 marzo 2022 al 20 ottobre 2025. È stato eletto consigliere regionale alle elezioni del novembre 2025 per la lista PD della Circoscrizione di Brindisi con 24.534 voti. Si tratta della sua seconda elezione a consigliere regionale dopo quella del 2010, per la lista di Sinistra Ecologia e Libertà, quando nel corso della IX legislatura venne eletto alla Camera dei Deputati alle politiche del 2013, motivo per il quale si dimise dalla carica di consigliere e continuò a svolgere quella di parlamentare fino al 2018. Ha ricoperto anche la carica di presidente dell’Autorità idrica pugliese dal 29 giugno 2020 al 20 ottobre 2025.
Oggi il Pd, primo partito, riunirà gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del nuovo presidente del consiglio. Al via le trattative fra i partiti in vista del primo consiglio regionale dell’era Decaro. La maggioranza è chiamata a trovare la quadra su presidenza dell’assise, ufficio di presidenza e commissioni permanenti. Oggi il Pd, primo partito, riunirà gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del nuovo presidente del consiglio. Che, salvo sorprese, sarà Toni Matarrelli, per dare visibilità a Brindisi esclusa dalla giunta regionale. Il ruolo di capogruppo è promesso a Stefano Minerva. Ma la prova del nove è fissata il 2 febbraio, prima riunione d’insediamento del nuovo parlamentino. Il Pd punta a quattro postazioni fra le sei presidenze di commissione ed i due incarichi dell’ufficio di presidenza. In pole position le donne rimaste fuori dalla giunta: la presidente uscente Capone e la più suffragata tra i Dem, Vaccarella. Se il Pd farà la parte del leone, al resto degli alleati – lista Decaro, Cinque Stelle e Per la Puglia – resteranno le briciole. Tra i nomi in campo per la lista Decaro il consigliere Spaccavento che potrebbe guidare la commissione sanità. Nei cinque stelle sono in corsa le consigliere Barone e La Ghezza. Trattative aperte anche fra i partiti di centrodestra: le minoranze sono in disaccordo sui loro rappresentanti per la vice presidenza ed il segretario d’aula con un intesa sinora saltata a causa di tensioni interne a Fratelli d’Italia, il gruppo d’opposizione più numeroso.
Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne e scatterà lo spoglio. I pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Ma è emergenza astensionismo. Crolla l’affluenza in Puglia, record negativo in Italia: alle 23 di domenica aveva votato solo il 29,45% degli aventi diritto, rispetto al 39,88% della precedente tornata elettorale del 2020. Su 3.527.187 cittadini chiamati alle urne, saranno eletti 50 consiglieri che definiranno i futuri equilibri della Regione. L’astensionismo si conferma il vero “avversario” di tutti i candidati. Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne alle 15 e scatterà lo spoglio. Dopo ore di trepidante attesa, i pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Le 4.032 sezioni distribuite nelle sei circoscrizioni sono pronte a consegnare un verdetto che potrebbe consolidare o cambiare un lungo dominio politico. La sfida vede quattro candidati in campo: Antonio Decaro, sostenuto dal fronte progressista con sei liste; Luigi Lobuono, leader del centrodestra con cinque liste; Sabino Mangano, civico con Alleanza civica per la Puglia; e Ada Donno, anch’essa civica, con Puglia Pacifista Popolare. Ma il vero test è la capacità di convincere gli elettori a recarsi alle urne. Nel 2020, in pieno post-Covid, votò il 56,43%, mentre nel 2015 fu il 51%. Nel 2020 il centrosinistra vinse con Michele Emiliano, che conquistò il secondo mandato con il 46,78%, superando il centrodestra di Raffaele Fitto (38,93%) e il Movimento 5 Stelle (11,12%). Con due mandati di Nichi Vendola e due di Emiliano, il centrosinistra guida la Puglia da vent’anni, ma ora il primato è nuovamente in gioco. A complicare il quadro elettorale, la legge pugliese prevede un premio di maggioranza fino a 29 seggi alla coalizione vincente, senza mai lasciare la minoranza sotto i 21, ma impone soglie di sbarramento rigide: 4% per le liste in coalizione e 8% per quelle singole. Per i candidati civici, il percorso sarà difficile e ogni voto conterà più che mai. Stasera, con l’avvio dello spoglio, si saprà chi guiderà la Regione, chi avrà conquistato il consenso dei pugliesi e come saranno distribuiti i 50 seggi. Una tornata elettorale segnata da bassa partecipazione, ma destinata a decidere il futuro della Puglia.
Da Aqp ad Aeroporti di Puglia, 67 poltrone congelate. Il Consiglio corre ai ripari: nasce una sottocommissione per riscrivere la norma che ha tolto il potere di nomina a Emiliano
Niente maggioranza sui debiti fuori bilancio, approvati invece salario minimo per appalti e riforma agenzia Arti E’ stata aggiornata a martedi 12 novembre con l’esame del disegno di legge riconoscimento dei debiti fuori bilancio la seduta del Consiglio Regionale della Puglia. Oggi, in sede di votazione degli emendamenti relativi all’accorpamento dei provvedimenti dei debiti fuori bilancio, non è stata raggiunta la maggioranza assoluta, che si è fermata a 25 voti favorevoli. L’assemblea ha invece approvato con 32 voti favorevoli la proposta di legge per la tutela della retribuzione minima salariale nei contratti stupulati dalla Regione con i privati. Via libera con 27 voti favorevoli e 10 contrari anche alla riforma dell’agenzia per l’innovazione Arti, che sarà anche un centro di trasferimento tecnologico con una nuova governance e un investimenti di 3 milioni di euro sino al 2026.
Ad una svolta il caso Clemente che da tre mesi tiene in scacco il consiglio regionale Servizio di Francesco Iato

POLITICA Ha ottenuto 36 voti favorevoli su 51 Con 36 voti favorevoli su 51, Antonio Matarrelli è stato eletto presidente del Consiglio regionalepugliese. L’ex sindaco

POLITICA Oggi il Pd, primo partito, riunirà gli eletti per sciogliere la pre-intesa sul nome del nuovo presidente del consiglio Al via le trattative fra

Oggi, lunedì 24 novembre, chiuderanno le urne e scatterà lo spoglio. I pugliesi sapranno chi guiderà la Regione per i prossimi cinque anni. Ma è

Da Aqp ad Aeroporti di Puglia, 67 poltrone congelate. Il Consiglio corre ai ripari: nasce una sottocommissione per riscrivere la norma che ha tolto il

Niente maggioranza sui debiti fuori bilancio, approvati invece salario minimo per appalti e riforma agenzia Arti E’ stata aggiornata a martedi 12 novembre con l’esame

Ad una svolta il caso Clemente che da tre mesi tiene in scacco il consiglio regionale Servizio di Francesco Iato