
Rigassificatore Taranto: i rischi per il porto, le opportunità per l’eolico offshore e il dibattito
Rigassificatore a Taranto: Legambiente denuncia rischi per il porto e l’eolico offshore, Confapi propone soluzione offshore per sicurezza e sviluppo

Un progetto da 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno che divide la città: Legambiente evidenzia i pericoli per la sicurezza e le attività portuali, mentre Confapi propone un’alternativa offshore per sviluppo industriale e transizione energetica. A Taranto si riaccende il dibattito sul rigassificatore, un progetto ancora in fase di sviluppo proposto da una società privata, con una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno e un investimento stimato di circa 600 milioni di euro. Lo scorso ottobre è stata depositata al Ministero dell’Ambiente l’istanza per l’impianto, dando il via alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Legambiente: rischi per sicurezza e sviluppo Secondo Legambiente, il rigassificatore collocato onshore alla testa del molo polisettoriale, vicino ad altri impianti a rischio incidente rilevante, renderebbe praticamente impossibile qualsiasi attività portuale non legata alle navi metaniere. Anche con una zona di interdizione limitata a 500 metri, il traffico portuale sarebbe compromesso. L’associazione definisce il progetto un “macigno” per Taranto: ostacolerebbe l’hub per l’eolico offshore già finanziato, monopolizzerebbe una struttura pubblica su cui sono stati investiti ingenti fondi e interferirebbe con il traffico commerciale, aumentando i costi e riducendo i flussi futuri. I rischi diventano rilevanti anche in caso di incidenti o eventi meteorologici avversi. Confapi: l’alternativa offshore Confapi denuncia la lunga fase di stallo della città e propone un’alternativa: posizionare l’unità di rigassificazione offshore, a 12 miglia dalla costa, con una condotta sottomarina verso la rete nazionale. Questa soluzione permetterebbe di: Ridurre le interferenze con il molo polisettoriale Proteggere l’hub per l’eolico offshore Limitare l’esposizione della popolazione Garantire maggiore compatibilità con la vocazione strategica del porto di Taranto La posizione del sindaco di Taranto Anche il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha commentato: “Stiamo analizzando il progetto con prudenza. Da una prima lettura, l’area individuata risulta già concessa e indicata dal Mase per investimenti legati all’energia eolica offshore, quindi il progetto ci sembra improcedibile”. Lo scorso anno, il Comune di Taranto aveva già negato l’attracco di una nave di rigassificazione destinata a sostenere la decarbonizzazione dell’ex Ilva, provocando il ritiro degli azeri di Baku Steel dalla gara per l’acquisizione dell’acciaieria.
All’evento è stato presentato “Impact Culture”, il nuovo volume editoriale firmato CONFAPI Bari-BAT: un progetto che verte proprio su una nuova visione del fare impresa La sostenibilità ambientale è ormai parte integrante di piccole e medie imprese: le aziende hanno la possibilità non solo di ridurre l’impatto ambientale dei sistemi di produzione, ma anche di affrontare con innovazione e resilienza il mercato. Così le piccole e medie imprese sono tornate al centro del dibattito in occasione dell’assemblea Confapi Bari-Bat: un’occasione di confronto sulle nuove sfide e opportunità per le aziende, a cui hanno partecipato imprenditori, professionisti e attori del territorio. Interviste a ERASMO ANTRO – presidente Confapi Bari-Bat; CATERINA SOLDI – Program Manager Cottino Social Impact Campus Servizio di Tina Raucci
Obiettivo accompagnarle nel cammino verso la transizione digitale, usando l’intelligenza artificiale Servizio Anna De Feo
Dopo 20 anni, iscritte 50 aziende artigiane Servizio di Redazione Intervista a: Carlo Martino Presidente Regionale Confapi Intervista a: Paola Parisi Presidente Provinciale Confapi

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