
Crediti fiscali inesistenti per 2,5 milioni, sequestri
A capo dell’organizzazione un commercialista di Lucera, la procura di Prato chiede l’arresto Avrebbe creato falsi crediti fiscali per circa 2,5 milioni di euro, intestandoli
A capo dell’organizzazione un commercialista di Lucera, la procura di Prato chiede l’arresto Avrebbe creato falsi crediti fiscali per circa 2,5 milioni di euro, intestandoli anche a un defunto: un commercialista 56enne di Lucera al centro di un nuovo filone d’indagine della procura di Prato. Nei suoi confronti è stato disposto il sequestro di crediti nei cassetti fiscali di due società a lui riconducibili. L’uomo avrebbe usato i dati di oltre 500 ignari cittadini, tra cui minori e deceduti, per generare crediti sotto i 10.000 euro e aggirare i controlli. Parte di quei crediti sarebbero stati utilizzati per beni di lusso, come un Rolex da 20mila euro. La procura ha chiesto il carcere, in attesa dell’interrogatorio.
Era stata sollevata da un incarico per inerzia nella gestione del mandato Il Tribunale penale di Lecce ha condannato una commercialista di Taranto a un anno e sei mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti di un magistrato del Tribunale di Taranto. La commercialista, nominata curatore di un fallimento, era stata sollevata dall’incarico a causa di una prolungata inerzia nella gestione del mandato. Da quel momento, ha iniziato a recarsi ripetutamente presso la cancelleria e la stanza del magistrato, fino a seguirlo anche dopo il suo trasferimento in un altro Tribunale. Le molestie si sono spinte oltre l’ambito lavorativo, con accessi presso l’abitazione del magistrato in una cittadina vicina, dove ha lasciato un biglietto nella cassetta postale. Sono stati inoltre inviati messaggi minatori e numerose email, anche al difensore del magistrato, l’avvocato Annalisa Nanna del foro di Bari. Oltre alla condanna penale, la commercialista è stata condannata a risarcire 6.000 euro di danni, somma che il magistrato ha scelto di devolvere a un’associazione impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne.
Le indagini sono iniziate a gennaio di quest’anno, quando un imprenditore avrebbe denunciato di aver subito atti intimidatori da parte di un suo dipendente e un amico di quest’ultimo Avrebbero estorto denaro a diversi imprenditori salentini, minacciando rappresaglie nel caso le richieste non fossero state esaudite. I militari della Guardia di Finanza di Lecce hanno arrestato due uomini, Luigi Patera, 56enne di Galatina, e Maurizio Blandini, 43enne di Seclì, per aver estorto quasi 30mila euro in diverse occasioni. Raggiunto da misure cautelari anche un commercialista, Antonio Rocco Conte, 46enne di Aradeo. Le indagini sono iniziate a gennaio di quest’anno, quando un imprenditore avrebbe denunciato di aver subito atti intimidatori da parte di un suo dipendente e un amico di quest’ultimo, ritenuti vicini al clan Coluccia. I due sarebbero stati appoggiati dal commercialista, che era in possesso dei registri contabili della società della vittima, nel farsi versare oltre 25mila euro. Ulteriori accertamenti hanno dimostrato che in passato avrebbero ‘bussato’ alla porta di altri imprenditori e che in un altro caso sarebbero riusciti a farsi consegnare 3mila euro. Patera e Blandini sono rispettivamente in carcere e ai domiciliari, mentre il libero professionista è stato sospeso dall’attività per sei mesi.
Omesse le comunicazioni al fisco dal 2017 al 2020 Si sarebbe finto commercialista e avrebbe curato le dichiarazioni di numerosi clienti, a Cerignola e in comuni limitrofi, fino a che la Guardia di Finanza non lo ha scoperto evadere il fisco. I finanzieri hanno arrestato un 43enne del posto per esercizio abusivo abusivo della professione. L’uomo, non essendo iscritto all’albo dei commercialisti e dei revisori di conti, non solo non avrebbe dichiarato gli introiti dal 2017 al 2020, ma avrebbe omesso di comunicare anche quella di numerosi clienti per il 2019 e il 2020

A capo dell’organizzazione un commercialista di Lucera, la procura di Prato chiede l’arresto Avrebbe creato falsi crediti fiscali per circa 2,5 milioni di euro, intestandoli

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