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Rassicurazioni dall’arcivescovo ai sindacati sui pagamenti e sul futuro della struttura sanitaria privata. Si apre uno spiraglio nella crisi della Cittadella della Carità di Taranto. Sarà garantita la regolarità delle retribuzioni; é stato chiesto un finanziamento che consentirà la giusta liquidità per andare avanti e sono in corso diverse interlocuzione con vari imprenditori, alternativi al gruppo Neuromed, che hanno manifestato interesse per l’acquisizione della struttura sanitaria privata. Sono rassicurazioni tutte comunicate dall’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero ai sindacati. Al tavolo le funzioni pubbliche di Cgil e Cisl, oltre che Usb, Fials e Cse. Già dal prossimo giugno dunque migliorerà la posizione dei 150 lavoratori che a lungo sono rimasti precari. Sarà saldato il pagamento degli stipendi, in corso e arretrati. Così come chiesto da sempre, e nella lettera inviata a Pasqua, dai sindacati. Non è tutto risolto però. Intervista a Mimmo Sardelli, Fp Cgil Taranto e Flavia Ciracì, Cisl Fp Taranto

Il 28 luglio scade il termine fissato dal tribunale di Taranto per depositare il piano industriale della Fondazione Ancora nessuna novità’ per salvare la Cittadella della carità di Taranto e 160 dipendenti. Il 28 luglio scade il termine fissato dal tribunale di Taranto per depositare il piano industriale della Fondazione. La Fp Cgil denuncia con forza l’assenza totale di informazioni. Nonostante la regolarizzazione dei pagamenti, negli ultimi mesi le condizioni di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori sono notevolmente peggiorate. La riduzione di circa 20 unità di personale, mai sostituite, ha generato pesanti ripercussioni sui carichi di lavoro e sulla continuità delle prestazioni sanitarie e assistenziali. Il sindacato chiede con urgenza la convocazione di un tavolo di confronto in sede Sepac, affinché siano chiariti in modo definitivo tempi, contenuti e ricadute del piano industriale e si possa discutere concretamente della salvaguardia occupazionale, della qualità del lavoro e dei servizi.

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