
Caso Martucci, un frammento di legno attira l’attenzione del medico legale: sarà analizzato
LE RICERCHE Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999 Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile

Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999. Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile ad un oggetto o forse ad un accessorio ornamentale. Trovato durante lo scavo effettuato l’11 marzo lungo la scogliera tra Marina di Mancaversa e Torre Suda, dove una donna, appreso di recente del caso della scomparsa di Roberta Martucci, a distanza di anni aveva rivelato ai legali della famiglia, di ricordarsi di un cumulo di pietre sospetto laddove prima non c’era circondato per giorni da un odore sgradevole. Lo scavo disposto dalla Procura di Lecce su richiesta della famiglia ha spento la speranza che sotto vi potesse essere stato occultato un corpo, ma tra il materiale di risulta scaricato illegalmente è emerso un elemento difforme, un piccolo frammento di legno appunto che ha attirato l’attenzione del medico legale Alberto Tortorella che, giunto sul posto insieme al Pm Alfredo Manca, lo ha raccolto decidendo, non fosse altro per eccesso di scrupolo, di analizzarlo per capire di cosa si tratti e se vi si possa estrarre una traccia biologica da comparare con il Dna della 28enne salentina di cui non si hanno più notizie dalla sera del 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni per recarsi a Gallipoli. L’analisi in corso probabilmente non darà alcun risultato utile a dare un nuovo impulso alle indagini e portare alla riapertura del caso già archiviato per tre volte, ma testimonia come la Procura davvero non stia lasciando nulla di intentato per dare una risposta ad una scomparsa sulla quale in passato hanno influito omissioni, lacune investigative e depistaggi.
Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta. È terminato lo scavo in località “Tabarano”. L’indagine ispettiva disposta dalla Procura di Lecce non ha fatto emergere nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta Martucci, la ragazza di Torre San Giovanni scomparsa il 20 agosto 1999 all’età di 28 anni. Il solo elemento non compatibile con il terreno venuto fuori dallo scavo è stato del materiale di risulta, probabilmente sversato e occultato in maniera illecita in passato.
È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Sono in corso in località “Tabarano” lungo la litoranea che collega le marine di Mancaversa e Torre Suda le operazioni di scavo disposto dalla Procura di Lecce volto a verificare l’eventuale presenza dei resti umani di Roberta Martucci sotto un cumulo di pietre, nel punto indicato punto indicato cinque mesi fa da una donna che, dopo aver appreso del caso solo di recente, si è ricordata di quello strano giaciglio pietroso da cui sprigionava un cattivo odore comparso all’improvviso a fine agosto 1999, proprio nei giorni della scomparsa di Roberta Martucci da Torre San Giovanni. Sul posto stanno operando i carabinieri con la ditta incaricata dello scavo. È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Di Roberta Martucci non si hanno più notizie dal 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni, marina di Ugento, senza farvi più ritorno.

LE RICERCHE Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999 Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile

Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di

È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta Sono in corso in località “Tabarano” lungo la litoranea che collega le marine