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La minaccia: proteste fino a venerdì. Protestano nel Foggiano gli autotrasportatori contro l’aumento del costo del carburante e delle spese complessive del settore. Dall’alba, due presìdi di camionisti sono attivi al casello dell’A14 di Lesina-Poggio Imperiale e in un’area di servizio lungo la Statale 16, in località Ripalta. L’obiettivo è quello di convincere quanti più conducenti dei mezzi pesanti ad unirsi alla protesta, che, nelle prossime ore, potrebbe allargarsi, coinvolgendo altri caselli. Al momento, non si segnalano criticità alla circolazione. Gli autotrasportatori – sostenuti da alcune sigle sindacali – minacciano di protestare fino a venerdì.

Aumentano anche i prezzi della benzina. Stabile il dato in autostrada. Ieri (6 aprile) in Italia il prezzo medio del diesel sulla rete stradale è arrivato a 2 euro e 145 al litro, in aumento rispetto ai 2,136 euro registrati il giorno di Pasqua. Stabile invece il dato in autostrada, dove il prezzo medio si attesta a 2 euro e 157. Ma aumentano anche i prezzi della benzina. Sulla rete ordinaria italiana il prezzo medio ieri era di 1 euro e 783 al litro, in lieve crescita rispetto al giorno precedente, mentre in autostrada resta fermo a 1 euro e 816. In Puglia, la media della benzina è di 1 euro e 790 al litro, quindi leggermente oltre la media nazionale. Per quanto riguarda il gasolio, in Puglia il prezzo medio ieri era di 2 euro e 143, anche in questo caso leggermente sotto la media nazionale. Ma anche qui il quadro cambia sensibilmente da provincia a provincia. Il costo medio più basso si registra in provincia di Foggia, con 2,124 euro al litro. Poi Bari con 2,148, la Bat con 2,149, Brindisi con 2,146, Taranto con 2,150 e infine Lecce, che si conferma la provincia più cara della regione con 2,166 euro al litro. Tra i prezzi self service più alti, spiccano tre impianti tra Locorotondo, Brindisi e Torchiarolo, dove il diesel arriva fino a 2 euro e 339 al litro. Ma ci sono anche alcune eccezioni. Nel Brindisino, tra Montalbano di Fasano e Carovigno, si trovano i prezzi più convenienti, sotto quota 1 euro e 70. E prezzi più bassi si registrano anche in due stazioni di servizio tra Gioia del Colle e Bari.

Non si tratta di un problema recente. La questione è annosa, per un settore che rappresenta la prima vocazione e l’identità di Taranto. Pescatori tarantini schiacciati dai costi del carburante, più alti che nelle altre province. Una riunione estemporanea davanti al porto mercantile per decidere le azioni da intraprendere: “Abbiamo la raffineria e paghiamo più di tutti. Così non possiamo più lavorare. Siamo abbandonati da tutti“. Intervista a Michele Tedesco, referente marineria di Taranto

Le auto in coda sono esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. Dimenticate i listini standard e la solita fluttuazione di pochi centesimi. A Copertino, lungo una delle arterie principali della città, i prezzi del carburante hanno rotto ogni barriera della logica: 2 euro e 65 al litro. Una cifra che lascia a bocca aperta non solo per l’entità del rincaro, ma per un’anomalia rara: non c’è alcuna differenza tra benzina e diesel. Entrambi inchiodati su una soglia che rende un pieno da 100 euro un’operazione quasi quotidiana. Ma basta osservare il movimento sul piazzale per capire che il vero business qui parla un’altra lingua. Mentre le pompe dei carburanti tradizionali restano deserte, immobili come monumenti al caro-vita, la fila vera è tutta per l’erogazione del metano. Le auto in coda sono lì quasi esclusivamente per il gas, l’unico rifugio rimasto per chi deve macinare chilometri senza svenarsi. In un territorio come il Salento, dove l’auto non è un vizio ma l’unico mezzo per lavoratori, pendolari e piccoli imprenditori, un prezzo simile colpisce duramente il portafoglio e innesca un effetto domino insostenibile sui trasporti e sulle merci. Chi vive la zona, però, ha imparato a leggere tra le righe. Tra app per il confronto prezzi e il passaparola, gli automobilisti locali si guardano bene dal fare benzina in questo punto vendita, sapendo che a pochi chilometri non mancano alternative decisamente più comiche — o meglio, umane — per non restare a secco. di Matteo Bottazzo

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