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Pierpapolo e Luciano Cariddi: “Non siamo terroristi”. La Procura chiede rinvio a giudizio Servizio di Stefania Congedo, riprese e montaggio di Donato Colazzo.

Sessanta gli indagati, tra cui gli ex sindaci di Otranto Pierpaolo Cariddi e il fratello Luciano Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

La misura cautelare, nei confronti degli ex primi cittadini, è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Otranto Il gip di Lecce Sergio Tosi ha disposto la revoca degli arresti domiciliari a Luciano e Pierpaolo Cariddi i due fratelli alla guida di Otranto negli ultimi 15 anni, e oggi tra i 60 indagati nell’ambito dell’inchiesta Hydruntiade. La misura cautelare in atto, su richiesta dei pm Elsa Valeria Mignone e Giorgia Villa, è stata sostituita con il divieto di dimora nel comune di Otranto. Il nuovo provvedimento nasce dall’esigenza motivata dalla Procura di Lecce che sebbene scemate permangano ugualmente le esigenze cautelari e dal fatto che la misura degli arresti domiciliari sia comunque prossima alla scadenza dei termini. L’udienza preliminare per i 60 indagati nell’inchiesta si terrà il prossimo 10 marzo . Pierpaolo e Luciano Cariddi sono stati arrestati in carcere lo scorso 12 settembre da dove sono usciti solo poco prima di Natale per proseguire la detenzione ai domiciliari.

La decisione della Procura di Lecce nei confronti di Pierpaolo e Luciano Cariddi, ex primi cittadini di Otranto. I due sono coinvolti nell’inchiesta su un presunto giro di corruzione e illeciti al Comune La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per Pierpaolo e Luciano Cariddi, gli ex sindaci di Otranto coinvolti nell’inchiesta giudiziaria ” Hydruntiade” su un presunto giro di corruzione e illeciti al comune idruntino finalizzato al compimento di reati contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica e contro l’amministrazione della giustizia. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda 58 dei 60 indagati, essendo state due posizioni stralciate , e sarà discussa il prossimo 10 marzo davanti al gip Alessandra Sermarini.

Revocato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito del procedimento “Re Artù” ma resta ai domiciliari insieme al fratello Luciano nell’ambito dell’inchiesta ”Hyndruntiade” Si alleggerisce la posizione giudiziaria dell’ex sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi coinvolto in due inchieste giudiziarie sulla gestione della cosa pubblica nella Città dei Martiri. Il gup di Lecce Sergio Tosi ha disposto, in accoglimento della richiesta avanzata dal pm, la revoca della misura cautelare in corso, relativa all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito del procedimento “Re Artù” , dove è accusato di falso ideologico su un presunto intreccio tra Politica & Sanità. Se per questo procedimento quindi viene estinta ogni misura cautelare a sua carico , Cariddi invece resta agli arresti domiciliari , insieme al fratello Luciano suo predecessore alla carica di sindaco, nell’ambito dell’altra inchiesta giudiziaria “Hyndruntiade” su un presunto giro di corruzione al Comune di Otranto . Pierpaolo Cariddi è difeso fagli avvocati Gianluca D’Oria e Alessandro Dello Russo.

Un nuovo provvedimento mette a confronto su posizioni contrapposte i due giudici interessati nei procedimenti penali in cui l’ex primo cittadino di Otranto è coinvolto Rischia di diventare davvero un caso giudizio quello dell’ex sindaco Pierpaolo Cariddi, ritornato ai domiciliari dopo che lo stesso gip lo aveva rimesso in libertà per una distrazione.

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