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carcere di foggia

L’uomo, residente a Manfredonia, è stato arrestato per scontare una pena definitiva ma aveva diritto a poter chiedere una pena alternativa alla detenzione. Ha trascorso 10 giorni nel carcere di Foggia anche se per la legge non doveva essere arrestato.Una disavventura giudiziaria che vede come protagonista un cittadino rumeno, residente a Manfredonia. L’uomo deve scontare una pena definitiva a poco più di 2 anni di reclusione per istigazione alla corruzione, avendo offerto denaro per non essere fermato ad alcuni poliziotti che poi lo hanno denunciato. Non appena passata in giudicato la sentenza di primo grado, la procura foggiana ha emesso l’ordine di esecuzione e il 2 marzo scorso l’uomo è finito in cella. Peccato che però , secondo la legge l’arresto non doveva essere eseguito. E infatti, in base ad una disposizione normativa del 2022, l’istigazione alla corruzione non è più compreso fra quei reati cosiddetti ostativi, e cioè per i quali non vengono concessi benefici come la sospensione dell’ordine di esecuzione con conseguente misura alternativa alla detenzione. Una circostanza che è stata formalmente rappresentata dal difensore del cittadino straniero, l’avvocato Eustachio Claudio Solazzo. Proprio in seguito alle istanze del legale, la procura ha revocato l’ordine di esecuzione e disposto l’immediata scarcerazione dello straniero.

I giovani della Coldiretti hanno donato attrezzature agricole al carcere di Foggia. Una motozappa e un decespugliatore per poter meglio coltivare gli orti del carcere di Foggia, su una superficie di un ettaro e mezzo: li hanno donati i giovani della Coldiretti, su impulso della Fai CISL. Al momento, sono cinque i detenuti impegnati nelle attività agricole del penitenziario: coltivano ortaggi e si prendono cura di un piccolo allevamento di galline. Interviste a Donato Di Lella, segr. FAI CISL Foggia; Ugo Celozzi, delegato giovani Coldiretti Foggia; Michele De Nichilo, direttore carcere Foggia

Uno dei due è anche indiziato per aver introdotto sostanze stupefacenti dietro compensi economici Avrebbero introdotto all’interno del carcere di Foggia telefoni cellulari e schede SIM. Per questo due agenti della Polizia Penitenziaria sono stati raggiunti da provvedimenti cautelari della guardia di finanza. Un agente è stato arrestato, l’altro invece sospeso per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio. Uno dei due è anche indiziato per aver introdotto sostanze stupefacenti dietro compensi economici. Sono stati denunciati a piede libero anche altre sei persone per aver avuto accesso ai telefoni cellulari: cinque detenuti e un libero professionista.

È stato l’agente di polizia penitenziaria che era in servizio di sentinella a notare il drone e a lanciare l’allarme Per la prima volta il sistema anti drone attivato nel carcere di Foggia ha intercettato e abbattuto un velivolo carico di droga e telefonini. Ne dà notizia il segretario regionale del sindacato Osapp Ruggiero Damato. È stato l’agente di polizia penitenziaria che era in servizio di sentinella a notare il drone e a lanciare l’allarme. Immediatamente il drone è stato abbattuto. 

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