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Tre pescatori sono stati avvistati mentre prelevavano i mitili da un impianto abusivo 650 kg di cozze di allevamento abusivo sono state sequestrate dalla Capitaneria di Porto. Tre pescatori sono stati avvistati mentre prelevavano i mitili da un impianto abusivo all’interno delle acque del Mar Piccolo, per lo più sotto sequestro dal 2021 per la mancanza di autorizzazioni a produrre. Il primo seno del Mar Piccolo è sottoposto a restrizioni sanitarie per le concentrazioni di diossine e pcb, quindi l’operazione della Guardia costiera è volta alla tutela della salute pubblica, oltre che alla vendita illegale di prodotti ittici. La Capitaneria, assieme a Comune, Asl, Prefettura è al lavoro per la regolamentazione del settore e a tal proposito è stato istituito un tavolo apposito per garantire la legalità.

Intanto, continuano le ricerche degli altri dispersi Mentre nella chiesa di San Lorenzo a Taranto si celebrano i funerali di Domenico Lanzolla, il meccanico 60enne tarantino morto in mare nella tragedia del 29 giugno, le ricerche della Capitaneria proseguono senza sosta. Non è mai stato interrotto il lavoro degli uomini della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, dell Aeronautica militare, dei Vigili del fuoco per cercare Antonio Dell’Amura e Pasquale Donnaloia, fratello di Claudio, il cui corpo per primo è stato restituito ai familiari. La chiesa è gremita. Lanzolla era molto conosciuto a Taranto, sia per la sua attività, che per il carattere socievole e solare. Tutti lo hanno ricordato come un uomo buono, sempre disponibile. Servizio di Alessandra Martellotti

Si tratta del corpo di Domenico Lanzolla.  Mancano all’appello ancora due persone. Si cerca anche l’imbarcazione. Si procederà con la perlustrazione dei fondali Di Alessandra Martellotti Intervista a Rosario Meo, comandante Capitaneria di Porto di Taranto Riemerge dal mare anche il corpo di Domenico Lanzolla. Aveva 60 anni il meccanico tarantino, che la mattina di domenica 29 giugno si è imbarcato con gli altri sul cabinato dell’imprenditore Antonio Dell’Amura, ancora disperso, così come Pasquale Donnaloia. Trovato lunedì pomeriggio il corpo del fratello di quest’ultimo, Claudio. Il corpo di Lanzolla è stato avvistato poco prima delle 20:00. Immediatamente è stato informato il comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo, impegnato al castello aragonese nelle celebrazioni per l’anniversario della fondazione del Corpo. Entrambi i cadaveri sono stati recuperati nello stesso tratto di mare

La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete Prendono il largo per una gita con il motoscafo ma non fanno ritorno. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica 29 giugno. Una famiglia non è più rientrata dopo essersi allontanata per una uscita in mare dal molo Sant’Eligio di Taranto. La Capitaneria di Porto ha attivato le ricerche. Da quanto si apprende tra i dispersi c’è una persona ammalata di diabete, cosa che ha fatto allarmare i familiari perché doveva rientrare per assumere le medicine salvavita. (notizia in aggiornamento)

Il comandante della nave turca mente sulla gestione dei rifiuti prodotti a bordo e la Capitaneria di Porto lo sanziona Il comandante di una nave mercantile battente bandiera Turca, giunta nel porto di Taranto, mente alla Guardia Costiera, fornendo dichiarazioni false rispetto alla capacità di stoccaggio dei rifiuti a bordo, rimediando così una pesante sanzione. Gli uomini della Capitaneria hanno controllato l’imbarcazione, riscontrando che le dichiarazioni fornite dal comandante prima dell’ingresso in rada, non corrispondessero al vero. La corretta gestione dei rifiuti prodotti a bordo, rappresenta uno dei requisiti di maggior importanza derivanti dall’applicazione della MARPOL, la Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi. Dall’inizio dell’anno sono state ispezionate 74 unità navali e sono contestate sanzioni per un importi superiori a 20.000 euro.

Comunicati i primi risultati dei tre mesi di controlli e pattugliamento della costa Pugliese e della Basilicata jonica. Stretta anche sulle violazioni all’utilizzo delle spiagge libere con 54 verbali elevati.

Il gip di Lecce respinge la richiesta di archiviazione. Altri 4 mesi di indagini dopo la denuncia presentata da una volontaria in ferma prefissata in servizio a Otranto Si andrà avanti nell’inchiesta per fare luce sui presunti abusi sessuali commessi da due sottufficiali della Capitaneria di Porto di Otranto ai danni di una volontaria di 27 anni in ferma prefissata. Il gip di Lecce Angelo Zizzari ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm inquirente Luigi Mastroniani, disponendo sulla scorta delle dichiarazioni contenute nella denuncia- querela depositata dal legale della giovane, ulteriori quattro mesi di indagini nonché l’ascolto della madre della parte offesa e le due colleghe con le quali la 27enne si sarebbe confidata raccontando degli apprezzamenti non desiderati subiti, inizialmente solo verbali poi sfociati in approcci fisici. I fatti risalirebbero dall’agosto 2020 a novembre 2022. I due militari indagati sostengono che la giovane si sia inventata i fatti per giustificare ai genitori il non voler più proseguire nella carriera militare .

Interessate un centinaio di utenze domestiche che non erano mai state allacciate alla rete fognaria Liquami sversati in mare da 15 anni, in uno dei tratti di mare più noti di Gallipoli , quello antistante il Seno del Canneto, vicino al Castello. E’ quanto ha scoperto la Capitaneria di Porto, che ha messo fine ad uno scempio ambientale in cui sono coinvolte un centinaio di utenze, un intero isolato che mai si era allacciato al servizio fognario cittadino . Oltre 85 mila metri cubi di reflui domestici non depurati, secondo una prima stima, per un danno ambientale gravissimo. L’indagine è partita ad agosto dello scorso anno. Agli amministratori condominiali e ai proprietari coinvolti è stata contestata la violazione di scarichi di acque reflue domestiche non autorizzati, inquinamento ambientale, getto pericoloso di cose, durevole deterioramento delle acque, deturpamento di bellezze naturali, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Una decina le persone indagate, ad altre 50 sono state verbalizzate sanzioni amministrative fino a 30mila euro a testa .

Sotto osservazione la filiera ittica E’ in corso una serie di controlli della Capitaneria di Porto di Brindisi sulla filiera ittica, lungo tutto il litorale, soprattutto nei ristoranti. In uno di questi, proprio a Brindisi, sono stati scoperti prodotti ittici di varie specie (tonno, salmone, polpo e gamberi) congelati ma privi di etichettatura o documentazione per la tracciabilità. La merce è stata sequestrata ed al titolare è stata inflitta una multa di 4500 euro.

Mar Piccolo, sequestrati 650 kg di cozze

Tre pescatori sono stati avvistati mentre prelevavano i mitili da un impianto abusivo 650 kg di cozze di allevamento abusivo sono state sequestrate dalla Capitaneria

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