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Imprenditore barese crea circuito illecito di compensazione crediti Ancora una truffa con il bonus facciate. Nel mirino l’imprenditore barese Alessandro Trerotoli, già condannato nel 2023 a quattro anni di reclusione e a una multa da 21mila euro. Sarebbe stato lui la mente del raggiro: attraverso la sua società, nonostante non svolgesse attività legate all’edilizia, avrebbe incassato importi rilevanti per interventi mai realizzati. Inoltre i crediti ottenuti sarebbero stati ceduti a terzi del tutto ignari della frode in atto. Tra questi c’è anche la vecchia proprietà della Reggina, squadra di calcio di Reggio Calabri,a dichiarata fallita lo scorso anno. In totale il danno alle casse dello Stato si aggirerebbe intorno ai 760 mila euro. 

Operazione di finanza e carabinieri nel barese, coinvolta un’intera famiglia Si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere i 9 arrestati nell’ambito dell’inchiesta su una presunta frode fiscale realizzata con i bonus edilizi. E’ rimasto in silenzio l’imprenditore Giuseppe De Scala, unico ad essere detenuto in carcere mentre gli altri 8 si trovano agli arresti domiciliari. Fra loro anche il commercialista barese Alessandro Vigilante, il quale ha precisato di aver interrotto ogni rapporto professionale gli altri indagati sin dall’ottobre del 2022, e cioè dopo aver ricevuto una prima perquisizione da parte della Guardia di Finanza

Nove in tutto le persone arrestate, fra cui un imprenditore e un commercialista Servizio Linda Cappello

Scoperta una società sconosciuta al fisco, nei guai sono finite 14 persone, alcune percepivano il reddito di cittadinanza Intervista: ten. Alessio Pecoraro, com.te nucleo operativo Gdf Barletta col. Pierluca Cassano, com.te prov. Gdf Barletta Servizio Giovanni Di Benedetto

Gli indagati avrebbero utilizzato illecitamente, in compensazione di debiti tributari, crediti fiscali inesistenti relativi agli incentivi Quattro persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza di Barletta che ha sequestrato beni per circa 2 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta per una presunta frode legata agli incentivi fiscali del Bonus facciate, Ecobonus, ristrutturazioni edilizie ed investimenti al Mezzogiorno. Gli indagati avrebbero utilizzato illecitamente, in compensazione di debiti tributari, crediti fiscali inesistenti relativi agli incentivi. Le indagini, partite da una mirata attività di polizia economico-finanziaria di iniziativa in relazione agli incentivi previsti dal c.d. “Decreto Rilancio”, hanno consentito di svelare un sistema fraudolento basato sulla creazione di falsi crediti d’imposta in capo a società e persone fisiche collegate agli organizzatori della frode, riscontrando, come una società cooperativa avesse utilizzato crediti fittizi – per oltre 2 milioni di euro – per lavori edilizi ed investimenti mai sostenuti su immobili inesistenti, allo scopo di non versare le ritenute fiscali, i contributi previdenziali e i tributi locali, riducendo o addirittura azzerando in taluni casi il debito nei confronti dell’Erario. Gli indagati, attraverso il riconoscimento di crediti d’imposta inesistenti finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), inducevano in errore l’Amministrazione Finanziaria. Tra i beni sequestrati 7 autovetture, 2 motocicli, 8 orologi di pregio, quote societarie. L’operazione è stata svolta nelle province di Barletta, Brescia e Bergamo.

Un uomo è finito in manette, due le donne indagate Servizio di Giovanni Di Benedetto Intervistati: Ten. col. Giuseppe Bifero, com. nucleo Pef Col. Pierluca Cassano, com. prov. Guardia di finanza Ten. Enzo Quaranta, com. sez. tutela finanza pubblica, nucleo Pef

I beni sono riconducibili a 5 persone e due società A Barletta la Guardia di Finanza ha scoperto una maxi-truffa col “Bonus facciate” e ristrutturazioni. Sequestrati beni per 72 milioni di euro riconducibili a 5 persone e due società che autocertificavano lavori edili di fatto mai eseguiti. Le indagini delle fiamme gialle hanno permesso di scoprire cessioni di credito con dati non veritieri, registrati sulla piattaforma web dell’Agenzia delle Entrate.

Sette indagati a Bari, perquisizioni anche a Matera e Torino Numerose perquisizioni nelle province di Bari, Torino, Matera e sequestri per oltre 1,5 milioni di euro di crediti d’imposta nella disponibilità degli indagati sono stati compiuti dalla Guardia di Finanza di Bitonto, nel barese, nell’ambito di un’indagine su una presunta frode legata al Bonus facciate. I reati per cui si procede sono di indebita percezione di crediti d’imposta a danno dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi illeciti da parte dei sette indagati e di una società di capitali. Gli indagati – secondo l’accusa – attraverso comunicazioni formali, avrebbero generato consistenti crediti d’imposta fittizi, pur non essendo titolari di diritti reali sugli immobili da ristrutturare e senza aver realmente sostenuto alcuna spesa. 

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