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La maxi operazione, partita dalla Campania, ha portato al sequestro di beni e valori per 160 milioni di euro in dieci regioni . C’è anche la Puglia tra le regioni italiane in cui sono stati sequestrati beni e valori per 160 milioni di euro. Coinvolte oltre 240 tra persone fisiche e giuridiche, nell’ambito di una maxi operazione, partita dalla Campania, contro le frodi relative agli incentivi statali per interventi edili, tra cui Bonus facciate, Superbonus 110, Ecobonus e Sismabonus. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza è frutto di un’inchiesta della Procura di Salerno. Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto gli altri territori coinvolti. Da quanto emerso, il riciclaggio avveniva anche con il trasferimento di ingenti somme di denaro all’estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno delineato un esteso e ramificato sistema illecito finalizzato a plurime truffe ai danni dello Stato, riconducibili a due organizzazioni criminali, entrambe con base nel Salernitano, di cui facevano parte professionisti e imprenditori.

Immobili sequestrati nella provincia di Taranto. C’è anche la Puglia nell’indagine che ha permesso di scoprire una maxi truffa ai danni dello Stato, messa a segno con i bonus edilizi. Tra le altre regioni sono coinvolte la Campania, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Piemonte e la Toscana. L’operazione è della Guardia di Finanza di Napoli che, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Nola, ha notificato un decreto di sequestro urgente da oltre 10,5 milioni di euro a 7 indagati e 3 società. Gli accertamenti dei finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli sono iniziati dopo le denunce presentate da un centinaio di condòmini di due parchi residenziali dello stesso Comune i quali si sono trovati nei loro “cassetti fiscali” crediti ceduti riguardanti lavori di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico eseguiti in maniera approssimativa e supportati da documentazione che ne attestavano falsamente il completamento. Sono stati bloccati circa 3 milioni di crediti presenti sui cassetti fiscali e di sequestrare oltre 30 immobili nelle province di Napoli e Taranto, 9 autovetture, quote sociali di 14 società per circa mezzo milione di euro, rapporti finanziari e, con l’ausilio dell’unità cinofila anti-valuta, denaro contante per 80 mila euro che due indagati napoletani custodivano nelle rispettive abitazioni.

I sei indagati avrebbero presentato falsi certificati per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, coordinati dalla Procura della Repubblica locale, hanno scoperto una truffa ai danni dello Stato nel settore dei bonus edilizi, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro, costituiti da crediti d’imposta fittizi. Le indagini, condotte dalla Tenenza di Tricase, hanno rivelato un sofisticato meccanismo di frode: i sei indagati, tra cui quattro professionisti abilitati a firmare il visto di conformità sui lavori edili, avrebbero presentato falsi certificati e asseverazioni non veritiere per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate. Parte dei crediti d’imposta risultava poi ceduta a intermediari finanziari. Oltre ai professionisti, è indagata anche una società di capitali per responsabilità amministrativa in relazione ai reati commessi dai propri amministratori. Su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo dei crediti inesistenti tramite blocco del “cassetto fiscale” sul portale dell’Agenzia delle Entrate e presso i cessionari finali, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri di Tricase.

33 indagati, la guardia di finanza ha eseguito sequestri per oltre dodici milioni di euro C’è una società di Racale Al centro delle indagini della procura di Salerno su presunti illeciti commessi con i bonus edilizi. L’azienda salentina, priva di una sede legale, avrebbe attestato lavori fittizi per ottenere la detrazione fiscale o cedere a terzi il credito maturato. 33 gli indagati, perlopiù residenti tra Gallipoli, Racale, Alezio, Surbo, Lecce, Taviano, Nardò. La guardia di finanza ha eseguito sequestri per oltre dodici milioni di euro.

Cinque persone risultano indagate nell’ambito di un’indagine della Procura La procura di Bari ha emesso un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 40 milioni di euro. Nell’indagine risultano indagate cinque persone accusate, a vario titolo, di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indebita compensazione, riciclaggio ed autoriciclaggio, e sei societa’con sede a Bari e Gioia del Colle. Le attivita’ di indagine, svolte dalla Guardia di Finanza, hanno permesso di individuare soggetti che hanno utilizzato in maniera indebita le misure agevolative previste per gli interventi edilizi: il meccanismo di frode riguarda, in particolare, la cessione del credito d’imposta in relazione ai“bonus edilizi”. 

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