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Tra i beni individuati figurano uno dei più rinomati saloni da parrucchiere della città, una nota palestra di boxe e quote sociali di un bar tabaccheria . Polizia di Foggia e Guardia di Finanza di Bari hanno sequestrato circa 600mila euro ad un noto pluripregiudicato cerignolano, coinvolto in diverse rapine ai danni di istituti di credito e assalti ai portavalori. La sua capacità reddituale lecita non era tale da giustificare il patrimonio a disposizione. Tra i beni sequestrati figurano uno dei più rinomati saloni da parrucchiere di Cerignola, una nota palestra di boxe, quote sociali di un bar tabaccheria ed i rapporti finanziari intestati al proposto ed ai suoi familiari nonché alle attività economiche a loro riconducibili.

Tra i beni anche immobili a Cortina d’Ampezzo, Porto Rotondo, Rosa Marina e Milano. Nei guai Erasmo e Alviero Antro. I finanzieri del comando provinciale di Bari hanno sequestrato beni a due noti imprenditori baresi, attivi nel settore edilizio, per un valore complessivo di circa 35 milioni di euro, tra ville al mare e in montagna. I due fratelli sono stati imputati per il reato di truffa aggravata in danno della Provincia di Bari, avendo ottenuto il pagamento di oltre 20 milioni di euro per lavori mai eseguiti o eseguiti solo in parte, vicenda anch’essa conclusasi con la prescrizione. Si tratta di Erasmo e Alviero Antro. Gli inquirenti hanno parlato di “spiccata propensione a commettere reati in modo non episodico ma abituale”. Le acquisizioni immobiliari e societarie erano il frutto delle attività illecite o del reimpiego delle risorse indebitamente accumulate. Tali circostanze ne hanno quindi consentito la qualificazione di soggetti “socialmente pericolosi”. All’esito dell’indagine economico-patrimoniale è stato ritenuto che la capacità reddituale lecita dei “proposti” e dei loro familiari non fosse tale da giustificare, complessivamente, l’accrescimento. Tra quelli di particolare pregio si annoverano, tra l’altro, appartamenti a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari e due ville, rispettivamente, a Porto Rotondo e Ostuni – Rosa Marina. Il provvedimento di sequestro interessa, inoltre, numerosi compendi aziendali, in Sardegna, Emilia Romagna, Puglia e a Roma, attività commerciali di bar e ristorazione. I fratelli avrebbero fatto ricorso a persone di fiducia allo scopo di nascondere la proprietà dei beni immobili, mobili e societari, mantenendone, di fatto la disponibilità.

Il provvedimento eseguito dal Gico di Bari Cinque unità immobiliari, due auto e diversi rapporti bancari sono stati confiscati a un uomo di 56anni di Cerignola (Foggia) condannato con sentenza irrevocabile alla pena di poco più di quattro anni di reclusione perché coinvolto in una inchiesta condotta tra maggio e agosto di diecianni fa a Trinitapoli, nel nord Barese. Il provvedimento di confisca è stato eseguito dai finanzieri del Gico di Bari che hanno riscontrato una sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati dal 56enne, considerato vicino ai clan che a Trinitapoli gestiscono i traffici illeciti. Per gli investigatori, i beni avrebbero una “derivazione illecita riconducibile principalmente all’attività di traffico di sostanze stupefacenti”. 

Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti Sono stati confiscati definitivamente dalla Direzione investigativa antimafia oltre 3 milioni di euro a un noto pregiudicato di Martina Franca. Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti. Nel dicembre 2020 era stato già arrestato perché ritenuto a capo di un’associazione finalizzata al traffico di cocaina in tutta Italia. I beni sequestrati riguardano 4 ville di cui 2 con piscina, un ristorante, numerosi veicoli di lusso e un natante da diporto.

La misura contro un soggetto di un comune dell’Alta Murgia La Guardia di Finanza di Altamura ha eseguito un decreto di sequestro emesso, su richiesta della Procura della Repubblica, dalla III Sezione Penale del locale Tribunale di Bari. Si tratta di beni e disponibilità finanziarie del valore di oltre un milione di euro, riconducibili a un soggetto di origini italiane,residente in un comune dell’Alta Murgia. Sono ritenuti “sproporzionati” rispetto ai redditi lecitamente conseguiti nel periodo e, pertanto, riconducibili a proventi illeciti accumulati per effetto delle diverse condotte penalmente rilevanti di cui si e’ reso responsabile. Si tratta di un compendio aziendale, 4 fabbricati, 1 autovettura, mobili di arredamento e disponibilità finanziarie.  

La Dia ha eseguito un decreto di sequestro per circa 900mila euro La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un decreto di sequestro beni in un Comune del Salento, su disposizione del Tribunale di Lecce – Sezione Misure di Prevenzione, a seguito di una proposta avanzata dal Direttore della DIA. Il provvedimento riguarda un patrimonio dal valore complessivo di circa 900mila euro, riconducibile a un noto pregiudicato della zona, ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle indagini condotte dagli investigatori. L’uomo, già gravato da numerosi precedenti penali, è stato recentemente colpito da due distinti provvedimenti cautelari: uno emesso dalla DDA di Firenze nel febbraio 2024 e l’altro dalla DDA di Lecce nel novembre 2024, poiché risulterebbe coinvolto in una rete internazionale dedita al narcotraffico. Inoltre, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito supporto logistico alla latitanza di un pregiudicato salentino, ricercato per gravi reati, tra cui associazione mafiosa. Le indagini patrimoniali della DIA hanno evidenziato una sproporzione tra i beni accumulati dal soggetto e i suoi redditi ufficiali, derivanti in gran parte da indennità di disoccupazione agricola e reddito di cittadinanza. Tra i beni sequestrati figurano una villa con piscina, un deposito, tre terreni agricoli, un’autovettura e cinque rapporti finanziari.

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura di Trani, nei confronti di sette persone indagate per vari reati, tra i quali frode fiscale. Si tratta di beni mobili e immobili, quote societarie e aziendali. Le indagini hanno accertato irregolarità nella gestione di due società edili, che utilizzavano fatture per operazioni inesistenti e falsa somministrazione di manodopera. Il tutto per evadere le imposte.

Si tratta di immobili, auto di lusso e un’azienda riconducibili al patrimoni odi Silvano Scannicchio, 52 anni, pluripregiudicato I carabinieri di Bari hanno sequestrato beni per 5milioni di euro riconducibili al patrimonio di Silvano Scannicchio, 52 anni, pluripregiudicato.  Parliamo di immobili ubicati a Bari e Valenzano, automobili di grossa cilindrata tra cui una Porsche e una società, la Bari Metal Srl, che si occupa di raccolta e stoccaggio di rifiuti speciali e che ha un fatturato di circa 3 milioni di euro annui.  Secondo l’accusa nel 2010  aveva avviato l’impresa che si occupa di raccolta, trasporto e stoccaggio di rifiuti speciali, utilizzando proventi illeciti derivanti dalle estorsioni commessa ad imprenditori edili per favorire il clan Strisciuglio . Dopo l’avvio dell’attività si sarebbe reso responsabile anche di ricettazione di rame e traffico illecito di rifiuti.  Scannicchio è stato uno dei leader della tifoseria organizzata del Bari e portavoce del gruppo “Seguaci della nord”. Con lui anche Francesco Bruno, genero di Mimmo Strisciuglio, capo dell’omonimo clan e Giuseppe Alberga, referente provinciale per Bari di Casapound.

Il sequestro riguarda 13 immobili, auto, contanti e disponibilità finanziarie intestate a prestanome Beni per un valore stimato in 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ad un noto pluripregiudicato della provincia, considerato referente storico del clan Parisi. Le indagini patrimoniali, svolte dalla Dia avrebbero consentito di dimostrare che il destinatario del provvedimento, già condannato per associazione di stampo mafioso, riciclaggio, ricettazione, detenzione e traffico di ingenti quantitativi di droga, omicidio colposo, aveva accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al fisco. Il sequestro riguarda 13 immobili (tra cui una palazzina di pregio ubicata nel centro storico di un comune metropolitano), autovetture, denaro contante, diverse disponibilità finanziarie, formalmente intestati a prestanomi.

Indagine su un traffico di olio adulterato Beni per un valore complessivo di un milione e 600mila euro sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia a un imprenditore pluripregiudicato di Cerignola, operante da decenni nella sofisticazione dell’olio d’oliva. L’uomo è ritenuto uno dei principali trafficanti di olio adulterato, anche sui mercati esteri. Tra i beni sottoposti a confisca figurano una società operante nel settore dell’imbottigliamento dell’olio di semi e dell’olio d’oliva, tre auto, tre appartamenti e un complesso immobiliare composto dall’opificio dell’azienda e da un terreno.

Lo ha effettuato la Guardia di Finanza Ad Andria sotto sequestro beni per un milione e mezzo di euro acquistati da un uomo con il denaro provento di attivita’ criminali: rapine, estorsioni, furti e immigrazione clandestina, reati per i quali ha subito anche delle condanne. Il patrimonio, accumulato dal 2003 al 2020, era stato intestato dall’uomo ai suoi familiari. Si tratta di immobili, terreni e attivita’ commerciali, bar, profumeria e centro benessere. Le indagini e il sequestro sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza e disposti dal Tribunale di Bari su richiesta della procura.

Imprenditori, completamente sconosciuti al Fisco Coniugi imprenditori ma evasori fiscali totali. Questa l’accusa per una coppia di Spinazzola che gestisce una ditta specializzata nella cura e nella manutenzione del paesaggio, intestata alla donna ma di fatto gestita dal marito. Nei loro confronti la Guardia di Finanza di Andria ha disposto un sequestro di beni mobili e immobili e di disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro. Si tratta di 15 autovetture, alcune anche di grande pregio, buoni fruttiferi, conti di deposito, denaro contante e un immobile. In pratica l’attivita’ imprenditoriale, pur con importanti volumi d’affari, era completamente sconosciuta al fisco non avendo mai presentato le dichiarazioni dei redditi e per l’iva. Le indagini delle fiamme gialle sono state particolarmente complesse e minuziose per la ricostruzione dei flussi finanziari.

E’ conosciuto come sofisticatore di olio La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad una misura patrimoniale nei confronti diun imprenditore di Cerignola (FG) con interessi nel comparto immobiliare, agricolo e del commercio dell’olio di oliva. Il sequestro, per un valore complessivo stimato di circa 10.000.000 di euro, ha riguardato 3 aziende agricole, 1 società del settore dell’imbottigliamento di olii e 2 imprese immobiliari nonchéautoveicoli, macchine operatrici speciali, 26 terreni, 28 fabbricati, altri diritti reali di godimento e numerosi rapporti finanziari. L’imprenditore è risultato direttamente coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari a partire dagli anni ’80 che lo annoverano tra i principali sofisticatori di olio di oliva a livello nazionale, con solide proiezioni anche sul mercato alimentare internazionale. L’esecuzione della misura patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Bari.

Anche un ristorante, un’abitazione e un locale commerciale Polizia e Guardia di Finanza hanno eseguito un provvedimento di confisca definitiva di beni per un valore di 400mila euro, riconducibili ad un personaggio di spicco della criminalità organizzata di San Severo. Tre i beni passati nella disponibilità dello Stato un ristorante, un’abitazione, un locale commerciale, conti correnti e denaro in contanti per 116mila euro. L’uomo aveva nella sua disponibilità beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Barletta: sequestro beni per 12 milioni

Eseguito dalla Gdf, sette indagati Ammonta a 12 milioni di euro il sequestro beni eseguito dalla Guardia di Finanza di Barletta, su disposizione della Procura

Cerignola: confisca beni a imprenditore

Indagine su un traffico di olio adulterato Beni per un valore complessivo di un milione e 600mila euro sono stati confiscati dalla Direzione Investigativa Antimafia

Spinazzola: sequestro beni a coniugi

Imprenditori, completamente sconosciuti al Fisco Coniugi imprenditori ma evasori fiscali totali. Questa l’accusa per una coppia di Spinazzola che gestisce una ditta specializzata nella cura

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