dr-che-sera
oropan

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

Bari Carbonara

È successo in via De Marinis. La vittima era in bicicletta. Quattro colpi di pistola, di cui almeno uno alla testa. Non ha avuto scampo Alessandro Signorile, 38enne operaio di Ceglie del Campo, ucciso in pieno giorno in via De Marinis, a Carbonara, mentre era in sella alla sua bicicletta elettrica. Poche ore dopo è stato fermato un vigilante in servizio nel palazzo di giustizia di Bari, mentre si accingeva a costituirsi in Questura. Ma saranno i carabinieri a fare piena luce su quanto accaduto, e chiarire i retroscena di un omicidio commesso sulla pubblica via e in pieno giorno. Secondo quanto emerso fino ad ora, la vicenda non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata ma con questioni di natura privata. Tutto è accaduto intorno alle 9.30 del mattino: per strada tanta gente comune. Improvvisamente gli spari, le urla delle persone. Signorile si accascia sul marciapiede, muore sul colpo. I sanitari del 118, al loro arrivo, potranno solo constatarne il decesso. Come da prassi sul posto è arrivato il pubblico ministero di turno Larissa Catella, accompagnata dall’aggiunto Milto De Nozza. È probabile che la persona arrestata verrà interrogata a breve per spiegare le ragioni del suo gesto. Altri elementi utili potrebbero arrivare dalle dichiarazioni delle persone vicine alla vittima, sentite in queste ore dai carabinieri.

Le accuse sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento. Avrebbe ucciso Michelangelo Scamarcia, 67 anni, soffocandolo con una busta di plastica al culmine di una lite per un debito di appena 30 euro, per poi occultarne il cadavere nel retro del proprio negozio e utilizzare la sua carta di pagamento. Con le accuse di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento, è stato sottoposto a fermo Lin Wei, 42enne di origine cinese, titolare dell’attività commerciale “Moda Casa” in piazza Umberto, a Bari-Carbonara. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Bari ed eseguito dai carabinieri della Compagnia Bari San Paolo, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia di scomparsa presentata il 2 aprile dal fratello della vittima. La confessione Nel corso dell’interrogatorio, alla presenza del difensore, l’indagato ha ammesso di aver provocato la morte del 67enne. Secondo quanto ricostruito, tra i due era stato concordato un utilizzo della carta di inclusione intestata a Scamarcia per una transazione da 600 euro, con restituzione in contanti della somma di 530 euro decurtata di una commissione di 70 euro. La mancata consegna, da parte di Wei, di 30 euro (quindi solo di 500 euro) avrebbe fatto scattare la lite, degenerata nell’omicidio. Gli accertamenti del medico legale, eseguiti sul posto, hanno confermato una morte violenta, non inferiore a 10-15 giorni prima del ritrovamento. Il locale è stato posto sotto sequestro. La Procura evidenzia anche il concreto pericolo di fuga: il 42enne, con legami familiari all’estero e dimora di fatto nel negozio, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare Bari per trasferirsi a Prato o rientrare in Cina.

deliziosa
deliziosa